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Tuesday, 9 June 2015

Come Una Bottoglia Di Champagne

Il Soft Play e' quel luogo di perdizione dove prima o poi ogni mamma finisce, vuoi perché invasa dai sensi di colpa di una mattinata in cui i bambini sono stati trascinati a fare la spesa, alle poste, dal dottore ed alla banca. Oppure semplicemente per sfuggire alle intemperie atmosferiche, che, ahimè qui nella piovosa terra di albione, colpiscono inesorabili 12 mesi all'anno.
Il Soft Play rievoca memorie di infanzia: lo stesso odore di chiuso e di piedi che c'era nella palestrina sotterranea dove ti portavano a fare ginnastica il martedì sera. Soprattutto di piedi.


Il Soft Play e' un luogo malefico dove non puoi lasciare da soli quelli più grandi perché finiscono a darsele di santa ragione o ad annegarsi vicendevolmente nella piscina di palline colorate. E non puoi lasciare da soli quelli più piccoli perché si incastreranno in punti irraggiungibili, non riusciranno più a tornare indietro, avranno paura dello scivolo troppo alto o cadranno di testa dagli scalini, imbottiti, per carità, ma ripidissimi e scivolosi.

Il Soft Play e' quel luogo che fa impallidire ogni prova costume: se superi la taglia 46 non riuscirai mai ad infilarti fra i pertugi e passaggi studiati ed architettati con grande probabilità da un uomo vagamente sadico e senza figli. E proprio mentre ti isserai fra un livello e l'altro e rimarrai incastrata in un buco decisamente più  piccolo del tuo deretano, deciderai irrevocabilmente di iniziare quella dieta che postponi da Natale.

Il Soft Play e' un labirinto diabolico di griglie e reti da pesca, dove vedi tuo figlio ingarbugliato nel ponte tibetano, ma non riesci a raggiungerlo nel dedalo di micropassaggi, saliscendi e trabocchetti, e proprio quando sara' incastrato nel punto più alto e meno accessibile, inizierà a piangere perché gli scappa la pipi. E lui la farà li', fra il ponte sospeso e lo scivolo a tubo turbinante.

Al Soft Play dovrai iniziare a fare i preparativi per il ritorno a casa circa mezz'ora prima dell'orario previsto, perché quello e' il tempo che impiegherai a raggiungere il bambino, ad acchiapparlo ed a ripercorrere il labirinto infernale all'indietro. Perché no, tu ed il tuo di dietro,  nello scivolo a tubo turbinante non entrerete mai, nemmeno sotto tortura, perché sai già che ti ci incastrerai dentro, verrai presa da un attacco di claustrofobia e per tornare a casa ti dovranno stappare come una bottiglia di champagne. Solo che tu sarai solo il tappo di sughero.

Friday, 22 May 2015

Metti un Giovedì Mattina ai Giardinetti

E' la valvola di sfogo, il luogo dove si incontra sempre qualche faccia amica, dive e' possibile scrutare il mondo da dietro l'altalena.  C'e' il laghetto tondo tondo dove convivono oche e papere e palloni lanciati con troppa foga e mai recuperati. Ci sono alberi, fiori e cespugli dove giocare a nascondino per ore.
La prima tappa e' nel piccolo slargo dove dare il pane alle papere. Proprio li' di fianco al cartello che dice "vietato dar da mangiare alle papere", ma pure gli inglesi, così ligi e doverosi, eliminano il problema con un "never mind".

C'e' il nonno, che ha controllato su internet tutti i nomi delle papere del laghetto, così le può spiegare alla nipotina. Per la mammaInSe sono solo papere, o anche amichevolmente "qua qua". Per il nonno sono gallinelle d'acqua, oche egiziane appena emigrate, morette, fistioni cileni e ciuffate. Cammina lento, un po' ondulante, e racconta alla nipotina delle oche, di quel laghetto che un tempo apparteneva ad un avvocato importante, delle case intorno al parco costruite negli anni '20 per i reduci di guerra, "houses for heroes", così le ha chiamate.

C'e' il sentiero che circonda il laghetto tondo tondo, e la mammaInSe ed il Bibo si incamminano.

C'e' la babysitter, ha 20 anni, forse. Ha i capelli un po' rosa, un po' castani, un po' argentati. Ha un piercing sul labbro ed un sorriso sfacciato e luminoso. Lei parla al telefono, e parla, parla, perche' domani ha un colloquio "in town" ed e' fiduciosa, con tutto quel futuro davanti, e quel sorriso tondo che diventa ancor più grande. Parla al telefono ed insegue un mostrino di un paio di anni, lo lancia in aria, gli fa il solletico. E non perde il filo del discorso, non perde quella risata cristallina, non perde nemmeno di vista quel diavoletto che scappa. E ride.

Dopo il grande albero abbattuto, sul cui tronco sono stati intagliati scalini per piedi piccoli ed intorno al quale si formano le pozzanghere di fango più' grosse d'Inghilterra, c'e' l'ingresso del parco giochi. Vieni Bibo che le altalene sono libere.

C'e' il papa', nel suo "day off". Perché qui funziona spesso così: sia mamma che papa' lavorano 4 giorni alla settimana, così il bambino va all'asilo solo 3 giorni e costa molto, molto meno! Un po' goffo, come solo certi papa' riescono ad essere quando si trovano alle prese con bambini troppo piccoli per giocare a pallone, o per parlare...E scattava foto. Sull'altalena, sullo scivolo, davanti alle papere (oche egiziane volevo dire). Chissà forse voleva mostrarle alla mamma:" ehi mamma, tu che mi critichi sempre, guarda qui, guarda come ci divertiamo, guarda quante cose impariamo a fare insieme! Dammi fiducia una volta tanto! Sono bravo, lo amo quanto te, anche se gli cambio il pannolino 10 minuti più tardi"

Facciamo una pausa sulla panchina Bibo, raccontami una storia, raccontami di quella volta che hai dato un bacino a Molly.

C'e' anche lei. O meglio c'e', ma non veramente. Una bimba di 3 anni, l'altra forse uno. Gli auricolari ben piantati nelle orecchie. Uno scivolo, un "Wiiiiiii ", la bimba che le tira la giacchetta e lei alle auricolari:" We really need you on board on this project, Abbiamo davvero bisogno della tua collaborazione in questo progetto, il CEO della compagnia conta su dite, abbiamo bisogno di organizzare un meeting al più presto con il cliente....bla bla bla". E' stanca, e' nervosa, cambia pannolini senza averne voglia, le occhiaie di chi non ha dormito un gran che ed un fare rabbioso e scostante con le figlie.
Ed alla mammaInSe si stringe un po' il cuore, perché e' l'unica, in quel grande campionario umano, ad essere chiaramente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non veste panni comodi quella mamma con glia auricolari, non ha alcuna voglia di passare la mattinata a spingere l'altalena, a saltare sul pampano o fare collane di margherite.
E la mammaInSe le vorrebbe dire:" ehi, va bene così, se ti pesa allora non farlo. Non sei costretta. Torna dalle tue figlie quando il meeting e' finito, quando sarai con loro, anche con la testa. Sarete più felici tutti e tre. Segui le tue ambizioni e la tua strada, non devi rinunciare, devi solo trovare una soluzione diversa. Non vestire panni che non ti appartengono o finirai per strapparli."

Ma e' tardi ora, ognuno per la sua strada, uscendo lentamente dai cancelli. E che sia una buona giornata.

Tuesday, 7 October 2014

Pinkification e gli Stereotipi Inconsci




"Un padre e suo figlio stanno facendo un giro in bicicletta. All'improvviso un camion sbanda, mandando il ragazzino fuori strada. Il ragazzino viene subito portato all'ospedale, ma vedendolo sul lettino della sala operatoria il chirurgo esclama:" Non posso operare questo bambino: e' mio figlio""

Adesso ditemi a brucia pelo cosa avete pensato, avete avuto un dubbio? Avete riletto il paragrafo per essere sicuri di aver capito bene?
Eppure se vi chiedo se i chirurghi possono essere uomini o donne, risponderete di si, tutti, all'unisono! C'e' uno stereotipo la' dove credevamo non ci fosse più.


Ci sono associazioni (http://www.lettoysbetoys.org.uk da cui ho preso l'esempio sopra) che si prefiggono di combattere gli stereotipi legati al sesso e vogliono partire proprio da li, dalle strategie di marketing utilizzate per i giocattoli, sottolineando il fatto che quello che i bambini percepiscono come "normale" negli anni formativi, li condizionerà per il resto della loro vita ricercando un"uguaglianza di genere" che inizi dalle scuole primarie piuttosto che venire imposta in un futuro in modo artificioso (tipo "quote rosa" o "discriminazione positiva")

C'e' un'osservazione alla base di tutto: i giocattoli per maschi e femmine, non solo sono profondamente diversi fra loro, ma anche il linguaggio usato per il gioco (o per promuovere il gioco) e' completamente diverso. Guardate le figure qua sotto e ditemi che non e' vero!


                                          immagine da www.achilleseffect.co.uk

                           

                                            Immagine da www.achilleseffect.co.uk

Il fine e' modificare queste differenze, ma non la natura intrinseca dei bambini.
Il fine ultimo e' NON limitare le loro possibilità. Lasciare a loro la scelta, senza etichettare i giochi, senza porre limiti alla loro creatività, senza farli sentire diversi.

Avere un maschio ed una femmina in casa facilita molto il compito. Anzi, oserei dire che avere una femmina più grande del maschio, facilita molto il compito perché se tutto sommato alla Bibi ho comperato sia trenini che macchinine quando era piccolina, forse al Bibo non avrei comprato bambole, principesse e passeggini. Ed avrei commesso uno sbaglio. Un grosso sbaglio.

Il Bibo ama immensamente giocare con le bambole, far finta di cucinare e vestirsi da principessa, così come si ferma incantato al parco ad osservare gru, scavatrici e trattori.
All'asilo quando lo vado a prendere, mi capita spesso di vedere altri maschietti con le "clippy-cloppy shoes" ovvero le scarpette delle principesse che non solo sono coloratissime ma fanno anche un magnifico clip-clop quando si passeggia avanti ed indietro!

Certe esasperazioni come i genitori svedesi che per 2 anni non hanno voluto dire a nessuno il sesso del loro bambino/a (di cui qui) in modo che non gli fossero imposti stereotipi e venisse cresciuto in quanto "individuo" e non maschio o femmina, mi lasciano un po' perplessa. Simo sicuri che facendolo sentire diverso facciamo davvero un favore a questo bambino? Pero' non posso negare che abbiano aperto un enorme vaso di pandora che ha acceso discussioni (costruttive e non) in tutto il mondo.

Come al solito non amo le estremizzazioni e mi impegno per dare quanta piu' libertà possibile ai miei figli: che sia nel gioco, nelle letture o su cio' che decidono di indossare.
Credo sia necessario seguire le naturali inclinazioni dei nostri figli, cercando di non limitare mai i loro esperimenti esplorativi ma guidandoli ad essere gentili e rispettosi degli altri, anche e soprattutto di quei bambini che a loro sembrano diversi, perché giocano in modo diverso o mangiano o si vestono in modo diverso o ancora hanno una famiglia diversa.

Non neghero' a mia figlia di giocare con le Barbie o vestirsi da principessa perché sono troppo "rosa" e non le vieterò di fare le lotte con le spade, di giocare a calcio o ai pirati, così come non lo vieterò a mio figlio.
Penso che la differenza di genere esista e che non ci sia nulla di male. Credo che la differenza di genere non sia sentita e vissuta da tutti i bambini allo stesso modo, ed anche in questo non c'e' nulla di male. Credo che il male dei mali, il cancro degli stereotipi, nasca quando la differenza di genere viene imposta, quando nel negozio di giocattoli al maschietto viene negato di comprare una coroncina da principessa e quando ad una ragazza viene detto di cambiare idea, di non studiare da chirurgo perché sarebbe una carriere troppo faticosa per una donna.

E voi di che idea siete? Per cancellare stereotipi e preconcetti abbiamo davvero bisogno di giocattoli gialli, oppure basterebbe che noi genitori avessimo le frontiere un po' più aperte e fossimo più' sensibili ai singoli bisogni ed alle singole attitudini dei nostri figli, insegnando loro lo stesso rispetto per il prossimo che noi abbiamo verso di loro?

Thursday, 28 November 2013

Il Cuore delle Mamme

Il Cuore delle mamme e' grande. E' enorme. E' infinito.
Ogni bambino ha la capacita' di rendere il cuore della sua mamma più bello, più sensibile, più ricettivo.
Amare il proprio figlio ci insegna, ogni giorno, ad amare un po' di più tutti i bambini del mondo. Ci rende ancora più' sensibili alle loro sofferenze, ai maltrattamenti. Ogni bambino che soffre, diventa un po' nostro figlio, perché in lui e nel suo dolore, vediamo riflessi gli occhi dei nostri figli.
Non possiamo fare a meno di chiederci:"e se fosse mio figlio al posto suo?"

Che agonia proveremmo se non potessimo sfamare i nostri figli?
Se non li potessimo riscaldare?
Se li vedessimo coperti di stracci e con le piaghe ai piedi perché privi di scarpe in pieno inverno?
Se li dovessimo far dormire in tende bagnate e dovessimo dargli da bere acqua sporca?

Allora vi voglio raccontare una storia:
Non molto tempo fa, in una terra meravigliosa dove favole e storia si intrecciano ad ogni angolo e dove le citta' portano i nomi di sete preziose, e' scoppiata una guerra terribile.
Una guerra sanguinosa e brutale che ha spezzato un paese intero e che continua incessante da due anni, senza dare alcun segno di volgere ad un finale, ma anzi diventanti ogni giorno più crudele e violenta.
Le guerre sono terribili per chiunque, ma chi deve pagare il pegno più insostenibile, come al solito, sono i bambini, la cui colpa e' solo di essere nati nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Sono bambini a cui viene tolto ogni diritto: diritto all'istruzione, alle cure, alla VITA.
Bambini a cui non e' concesso il diritto all'infanzia.

Una mamma di tre bellissime bambine, un giorno, ha deciso che non poteva rimanere impassibile a tutto questo orrore. Ha pensato che forse non sarebbe riuscita a salvare tutti quei bambini, ma se fosse riuscita ad aiutarne almeno uno, la sua vita avrebbe assunto un diverso significato. Ha pensato che chi salva una, una sola vita, in realtà salva il mondo intero.
Elisa, questo il suo nome, ha iniziato a viaggiare ogni mese fra l'Italia e la Siria, portando cibo, vestiti, medicinali ed amore a tutte le famiglie intrappolate nell'inferno della guerra siriana.
A poco a poco, amici e volontari si sono aggregati ad Elisa, fino a fondare un'associazione che raccoglie donazioni in Italia ed in Europa e le consegna PERSONALMENTE ogni mese alle famiglie che vivono nei campi profughi in Siria.
L'amore chiama amore. Elisa ogni mese ci fa conoscere questi bambini, uno per uno. Li ama e se ne prende cura come se fossero figli suoi ed il suo coraggio, la sua energia e la sua determinazione hanno spinto molte altre persone a seguire il suo esempio ed a donare un pochino della loro vita per alleggerire il peso di un'esistenza infame a cui e' costretto il popolo siriano.

Oggi Elisa e' partita nuovamente per la Siria ed ha portato con se la sua figlia più grande, come nuova ed ulteriore prova che il suo cuore di mamma non fa distinzioni, che il sangue non c'entra nulla: tutti quei bambini infreddoliti ed affamati sono davvero figli suoi!

Adesso provate anche voi, provate a guardare negli occhi quei bambini. E se fossero davvero i vostri figli?
Potete aiutarli! Con poco, con pochissimo, potete fare un'enorme differenza!
Bastano 10euro per dare cibo ad una famiglia per un mese, 5euro per comprare una coperta termica, 3 euro per una paio di stivaletti di gomma che evitino piaghe e geloni ai bambini.

Provate a seguire Elisa Fangareggi in questo suo ennesimo viaggio sulla pagina Facebook dell'associazione.
Sprecate 5 minuti per leggere cio' che i volontari di Time4life international stanno facendo per migliorare la vita di un popolo disperato.

Vi lascio con un pensiero di Elisa, dopo il suo ultimo viaggio in Siria. E' un messaggio forte, in cui ci viene puntato un dito addosso, che ci costringe a scuoterci di dosso il tepore dell'agiatezza ed a smettere di fare finta di nulla!


"Capita, la notte soprattutto, di pensare che un giorno morirai. Un brivido freddo corre lungo la schiena. Ti rendi conto che niente potrà salvarti dalla fine della vita, nessuna opera, nessuna somma di denaro, nessun comportamento. E' qualcosa che esula dal nostro potere. Possiamo solamente rassegnarci a questa idea. Vorrei tante vite, una in cui fare sacrifici, una in cui poterne godere i frutti, una vita per essere sigle, una vita per una famiglia numerosa…. e invece solo una ne abbiamo, non c'è quella di riserva, e in questa dobbiamo concentrare tutto quanto e scegliere che cosa fare di questo dono immenso. Tempo fa mi sono chiesta…. e se fosse il mio ultimo giorno? Cosa farei? E mi sono risposta…. cercherei di salvare una vita. Dopotutto, prima di ogni viaggio in Siria metto in conto che c'è la possibilità di non tornare, e stupidamente la sera prima controllo che in casa ci sia una scorta dei biscotti preferiti delle mie figlie, che il cambio dell'asilo sia preparato, spiego a Bianca quanto è importante studiare….
Io sono nata fortunata, non mi è mai mancato niente, forse a volte ho avuto persino troppo, ma quei bambini in Siria, perché devono soffrire la fame o il freddo? Che colpe hanno loro per essere nati li? Come è possibile che tanti esseri umani restino indifferenti di fronte a un genocidio? Permettere che un piccolo bambino tremi tutta la notte, o permettere che un bambino per giorni non abbia niente da mettere sotto i denti, per me equivale a torturarlo. Lasciare delle mamme nella disperazione più totale nel vedere i figli soffrire senza poter fare nulla, è una violenza inaudita, è peggio che fare loro del male fisico. 
E allora visto che non posso non morire, e allora visto che ho solo una vita, il modo migliore per non sprecarla e renderla ai miei occhi straordinaria è fare qualcosa per gli altri, perché niente ti d tanto come aiutare un'altra persona. 
E con l'arroganza che mi contraddistingue, che tanti mi rimproverano e per la quale tante persone si sono allontanate da me, non vi chiedo, ma sono qui a urlare di fare qualcosa per il vostro prossimo, per il vicino di casa, per vostra madre, per un bambino siriano o per chi volete! Smettete di occuparvi degli inutili problemi di ogni giorno, smettete di mettere voi stessi al centro di ogni vostro pensiero! Chiunque può fare qualcosa per un altro ha il dovere morale, da essere umano, di farlo! Vi sto raccontando che in Siria hanno bisogno di voi, hanno bisogno del vostro aiuto, hanno bisogno che a voi importi qualcosa. Vi chiedo di pensare a quei bambini quando rimboccate le coperte ai vostri figli perché non si scoprano la notte. Vi prego di pensare a quei bambini quando i vostri figli stasera siederanno a tavola per il quinto pasto della giornata. Vi imploro di pensare a quei bambini quando i vostri figli vi racconteranno del prossimo giocattolo che desiderano. Pensate a quei bambini, il più possibile….. e trovate il modo di fare qualcosa per loro!
Non possiamo vivere per sempre, ma possiamo dare la possibilità a qualcuno di vivere oltre il previsto. Possiamo regalare a qualche bambino preziosi anni di vita, time4life, tempo per la vita, e chi salva una vita, salva il mondo intero."

Tuesday, 21 May 2013

Habemus Scholam

Eccomi, ci sono, viva o sopravvissuta, annaspo fra occhi che bruciano e sonno che mi porta via, che si sa, la mammaInSe non e' creatura notturna. Se e' per questo non e' neppure creatura matttiniera. La mammaInSe sarebbe piu' creatura da tardo pomeriggio, ma a quell'ora le incombenze familiari non hanno mai fine.
Dicevo, con un occhio aperto e quell'altro gia' addormentato da ore, prego che quel signore piccolo non decida di volersi fare una partita a briscola con mamma stanotte.

Il BabboInSe e' partito domenica lasciando la MammaInSe in autogestione.
Come da manuale (e fatemi aggiungere un Comesenonbastasse) il Bibo si e' svegliato ululante sabato mattina con un febbrone a 40 che non ne voleva sapere di andare giù.
Allora, ricapitolando, la MammaInSe e' rimasta in totale autogestione di una casa impazzita dove si aperitiveggia a botte di amoxicillina e coloratissimi cocktail di tachipirina gusto fragola e ibuprofene gusto arancia. Del sonno dei bambini malati non parlero' per pudore personale, che se mi addentro nel discorso temo di non aver sufficiente dominio di me per edulcorare pensieri e situazioni.
Sappiate solo, che al primo segno di miglioramento del Bibo, presa da euforia, megalomania nonche' una buona dose di masochismo prettamente femminile, ho deciso di NON cancellare la sua festa di compleanno: ho cucinato e appeso decorazioni fino all'una del mattino (fischiettando e mostrando primi segni di tic nervosi da casalinga indemoniata) per poi essere risvegliata dal festeggiato alle 2.20. Abbiamo poi aspettato insieme (totalmente contro la mia volonta') le luci dell'alba e dopo varie sedute di wrestling ci siamo riaddormentati sfiniti verso le 5! Argh.

Comunque in tutto questo clima di precarieta' e sfinimento, e' arrivata un bella notizia: HABEMUS SCHOLAM.
Dopo aver corso da una scuola all'altra come una gallina impazzita per un paio di mesi, ci hanno chiamati per un altro (stramaledettissimo) assessment.
Le cose pero' e per fortuna, sono andate molto diversamente questa volta (rispetto a quello che avevo raccontato qui).
Intanto hanno fatto rimanere i genitori ed erano presenti 2 maestre per 4 bimbi.
Le maestre sono state comprensive e pazienti (come ti aspetti che sia chi deve educare dei bimbi di 3 anni, dico io!), hanno lasciato ai bimbi il tempo e lo spazio per prendere confidenza con l'ambiente nuovo, li hanno lasciati giocare, osservando da lontano, senza pressioni e domande dirette.
Tutto perfetto, si insomma, quasi.

Se solo avessi potuto dare una martellata nei denti ad una delle mamme presenti facendola tacere per il resto dei suoi giorni, sarebbe stata una giornata perfetta.
La mamma-simpatia-portami-via aveva due gemelli, maschio e femmina.
Era tutto un "Gemello 1 fai vedere quando sei bravo, Gemella 2 lascia il gioco all'altro bimbo che per te non e' abbastanza intellettualmente stimolante, Gemello 1 e Gemella 2 fate vedere come giocate in armonia condividendo tutto e non litigando mai"

Gemello 1, Gemella 2 e la Bibi si siedono a pitturare con le tempere.
Gemello 1 e la Bibi iniziano a mischiare indiscriminatamente colori creando il solito macchione marroncino sul foglio.
Gemella 2 dimostra occhio e mano promettenti disegnando prato, cielo e animale non ben definito.
Maestra (ridendo) alla mamma-simpatia-portami-via: "Gemella 2 ha fatto un bellissimo disegno, un senso artistico piu' spiccato di Gemello 1"
Mamma-simpatia-portami-via:" A no, lui piu' che altro si applica in matematica e risolve puzzle da 50 pezzi"
No, seriamente mamma-simpatia-portami-via, stai parlando dello stesso treenne che vedo io che s'e' appena messo 3 cm di dita su per il naso e spara le caccole alla sorella????

Sunday, 14 April 2013

A Mom's work Never Ends

Ve l'ho gia' messo si feisssbuc, l'ho gia twitttato (Si, trovate la mammaInSe anche sui social e se non ci credete guardate le iconcine glitterose che con enorme fatica sono riuscita a mettervi qui di fianco), l'ho ascoltato 20 volte l'ho sparato a tutto volume per fare ballare Bibi e Bibo stamattina, visto che tanto dormire quei 5 minuti in piu' non era contemplato nel programma domenicale dei miei Bibi.

Certo, capisco che se la domenica mattina non mi svegliate alle 6.30 vi levano subito il patentino di figli rompiballe e poi la mammaInSe cosa potrebbe scrivere nel blog se si ritrovasse due figlioli modello??


Comunque, per te mamma, che pensi che un giorno passera', che domani andra' meglio, che cresceranno, che capiranno, che ti apprezzeranno, che ti lasceranno dormire:


Lascia ogni speranza, guardati sto video e canta che ti passa:







P.S.: questo e' un piccolo contributo ironico per il Comitato Liberazione Mamma di 50 sfumature di mamma: Bellissima iniziativa per chi si chiede se tutto sto casino con i figli e' normale i se a noi hanno dato il modello difettoso (o se siamo difettose noi...). Tranquille, tutto normalissimo, ed arriveranno post piu' seri a confermarvelo!

Monday, 11 March 2013

9 in & 9 out

Non e' solo colpa di quella disorganizzata di tua madre se questo post arriva in tempo per il tuo decimo mese, quando mammina invece voleva celebrare il famoso giro di boa dei 9 mesi, del 9 IN and 9 OUT, dell'allontanamento definitivo da quei nove mesi di crescita silenziosa che ti hanno portato a trasformarti da girino sconosciuto a bimbino solare e sdentato!

Sei la gioia di vivere, sei il sorriso, sei la luce furba che ti brilla negli occhi ad ogni scoperta.
Sei un tipetto che non affronta la vita di petto, oh no, tu piuttosto ci fai una grassa risata sopra, strizzi gli occhi e mostri quei cinque denti di cui vai cosi fiero.
Hai gia' scoperto che si ottiene di piu' con l'occhio dolce e l'aria conciliante piuttosto che con urla e pugni duri.

Per ora fluttui sulla vita con leggerezza d'animo e senza grosse incazzature.
Ami il prossimo e, senza riserve, il prossimo ama te.
Sorridi al mondo con gli occhi e con il cuore, fai svolazzare quelle braccette corte che ti ritrovi a tempo di musica e sbatacchi con insistenza qualsiasi cosa nella speranza di ottenerne un tintinnio.

Certo poi non stai fermo un secondo, hai già accorciato la mia vita e quella di Mr.M. di almeno una decina di anni.
Quando ti sei gettato a volo d'angelo dal letto della mamma ho avvertito i primi sintomi di ansia.
Quando hai tentato di soffocarti con una monetina da 2p per poi vomitarla a fontana che nemmeno Houdini, Mr.M. ha respirato sali per due giorni per riprendersi dallo shock.
Ogni volta che tenti di tirarti addosso il phon, di mettere le dita nelle prese e di masticare ogni cavo elettrico che trovi in casa, alla mamma prendono i sudori freddi.
Non sei ancora riuscito a metterti in piedi ma ti ho gia' beccato arrampicarti sulle scale che vanno in soffitta, si proprio quelle dove e' impossibile mettere un cancelletto da quanto sono strette.

Assaggi la vita un pezzettino alla volta, un morsino dopo l'altro, specialmente quando si tratta di carta o adesivi che tua sorella ha seminato per casa, senza poi tornare a parlare delle scarpine malefiche di Barbie, mio piccolo omino feticista.
Arraffi, addenti ed ingolli. T'ho visto con che aria lasciva hai adocchiato le auricolari del telefono e con che manina veloce e sapiente ti sei infilato in bocca il carica batterie del computer.

Ora mio bambino adorato, se mammina e' un mese in ritardo a scriverti questa letterina, avra' anche le sue buone ragioni.
Se mammina ha difficolta' di concertazione, non riesce mai a rispondere al telefono e riesce ad aggiornare il blog una volta al mese, forse potresti chiederti se non sarebbe il caso di limitare i costanti tentativi di suicidio a, chesso', un paio alla settimana!

Ma poi mi guardi, mi dici "Mammamama", mi mostri quelle gengive sdentate e mi sbavicchi sulla guancia in un goffo tentativo di bacio e penso che inseguirti e non toglierti gli occhi di dosso per tutto il giorno sia il lavoro miglio retribuito del mondo!

Monday, 19 November 2012

Conciliare Famiglia e Lavoro?

Uh come scotta. Fa male solo a parlarne, eppure se non se ne parla e non si fa brainstorming tutte insieme, e' impossibile trovare una soluzione.
La conciliazione fra donne a lavoro e' un tema che scotta, e' una rete in cui tutte rimaniamo impigliate e da cui nessuno e' in grado di liberarci.
Ci trasformiamo in acrobate, con tabelle di marcia rigorosissime; buttiamo in macchina bambini assonnati e ci tuffiamo senza paura in mezzo al traffico piu' terribile per raggiungere asili/nonni/babysitters, pacheggiare, timbrare il cartellino, sedersi alla scrivania, lavorare....
Tutto piu' o meno sembra funzionare fino a quando non arriva l'imprevisto.
Perche' diciamocelo, prima o poi l'imprevisto arriva, e magari piu' di uno, e magari nella stessa settimana in cui avevamo quel meeting importantissimo, o in cui la nostra collega non c'e' e noi non possiamo proprio mancare.

Potrebbe essere un bimbo ammalato, la babysitter con il gomito che le fa contatto con il piede o la nonna che e' rimasta chiusa in ascensore e no, il bimbo oggi proprio non ce lo puo' tenere.
Senza parlare di vacanze estive, invernali, pasquali, tutte situazioni di estrema gioia per un bambino, e di stress indicibile per la mamma lavoratrice.

In questi casi se esistesse un "asilo aziendale", la vita di tante mamme e di tanti bimbi potrebbe migliorare notevolmente.
Sono realta' che ho visto funzionare qui in Inghilterra e che ho provato con mano.
L'asilo e'  a disposizione delle famiglie gratuitamente per un numero limitato di giorni all'anno, in modo da coprire le emergenze. In caso di necessita' straordinarie (che ne so', la babysitter e' fuggita in Brasile a ballare la Samba) e' possibile prenotare per periodi piu' lunghi, pagando una tariffa concordata.
OK, questo e' chiedere molto, ma a volte si potrebbe risolvere con molto meno: ad esempio rendere disponibili spazi all'interno dell'azienda dove i bambini possano essere accuditi da una babysitter pagata in comune da piu' mamme. I costi verrebbero ridotti, senza contare gli spostamenti funamboleschi in una citta' piegata a costante traffico. Una soluzione di questo genere potrebbe risolvere le ore del doposcuola, o parte delle vacanze estive.
Ci vuole organizzazione da parte dell'azienda in questione, certo! Ci vogliono anche investimenti! Soprattutto pero' e' necessaria la volonta' di andare incontro alle persone, tenendo conto che la famiglia e' la base del nostro tessuto sociale ed andrebbe difesa, non continuamente penalizzata!

Questo post partecipa al BlogTank di Donna Moderna Bambino.
Qui il post originale

Monday, 29 October 2012

Di Costanza e di Play-Dough

Mi sarebbe piaciuto chiamarla Costanza, e' un bel nome ed il migliore degli auguri.
Certo non si puo' dimenticare la Perseveranza che con Costanza va a braccetto, ma onestamente se mi fosse venuto in mente di chiamare mia figlia Perseveranza credo che Mr.M. avrebbe richiesto l'annullamento istantaneo delle nozze alla Sacra Rota adducendo l'insanita' della consorte.
Fra le numerosissime doti che mi mancano credo che la Costanza sia quella di cui sento piu' pungentemente il bisogno. Mi piacerebbe essere costante nelle mie passioni, nelle mie letture, nella mia (mancanza di) organizzazione di casa. Costante e consistente nell'educazione della prole, senza lasciare che l'umore cambi le mie reazioni allo stesso comportamento di una duenne (veramente quasi treenne) iper-cinetica.

Mi piacerebbe anche essere costante e consistente con quello che scrivo sul blog, ma no, qui proprio non ce la faccio. E' il mio diario personale di sopravvivenza pargoli e non ha struttura. Segue il mio umore, la mia meteoropatia, la mia mancanza di sonno. Segue i miei pastrocchi mentali e l'infatuazione del momento. E quindi si, a volte sono ironicamente cinica, a volte sono melanconicamente romantica, a volte ne' l'uno ne' l'altro e mi a solo di raccontare e ricordare quello che combino a casa con i nani!
Non posso pero' negare di avere una certa invidia per quelle mamme superorganizzate che riescono ad inventarsi rubriche settimanali, pagine creative, tutorial illustrati e magari hanno anche un'agenda con l'organizzazione ed impostazione dei post dei prossimi tre mesi! Come vi invidio oh donne costanti ed organizzate...vorrei venire a sbirciarvi il frigorifero e lo scompartimento dei cibi inscatolati per scoprire come fate a non avere il mio solito sottobosco di roba lungamente scaduta, dimenticata la' in quell'angolino oscurato dai cartoni del latte.

C'e' una mia amica ad esempio, che ha due figli sotto i due anni e mezzo, un paio di lavori freelance che fa probabilmente fra le 2 e le 3 del mattino, un blog di cucina e (comesenonbastasse aggiungerei io) ha deciso di aprire il secondo blog, cosi per tenersi impegnata, che viene aggiornato tutti i santissimi giorni. Il suo (secondo) blog si chiama stir crazy toddler e racconta della sua battaglia quotidiana per trovare qualcosa di nuovo da fare con il suo toddler di 2 anni e mezzo nelle due ore in cui la piccola (di quasi un anno) se la dorme. Santa donna che invece che piazzarlo davanti alla tv e prendersi un secondo di respiro, lo fa giocare in modo istruttivo ed interessante! Tutta la mia stima!

Seguendo un po' si ed un po' no il suo esempio (nel senso che io ogni tanto mi prendo sante pause televisione/ipad), la settimana scorsa che ho avuto una Bibi malata (ed inspiegabilmente iperattiva pur con 39 di febbre) a casa con me tutti i giorni, ho dovuto trovarle cose da fare, previa sopravvivenza mia, sua e di tutto il mobilio di casa.

La mammainSE ha molte doti nascoste piu' o meno bene (?), purtroppo la creativita' non e' una di queste. A questo si aggiunge una totale mancanza di manualita'.
Per fortuna i bambini al di sotto dell'eta' della ragione non sembrano molto fissati sui dettagli estetici, anzi, piu' l'attivita' e' sporchevole, piu' sono felici. Il risultato non sembra interessarli molto.

Ed allora ci siamo messe a fare il Play-dough (o forse Play-Doh, o come si chiamava alla nostra epoca il Dido'), che non solo ci ha dato la gioia del "cucinare" una roba appiccicosa e vagamente disgustosa che tutti i bimbi sembrano amare enormemente, ma ci ha procurato una fornitura di pasta da modellare che probabilmente bastera' per il prossimo paio di mesi. Come potete vedere qui sotto quelle manine si sono date un gran daffare!

Allora le dosi sono queste:

2 tazze di farina (c.ca 260 gr)
1 tazze di sale (c.ca 270 gr)
1+3/4 tazze di acqua (c.ca. 430ml)
2 cucchiaini di olio vegetale (tipo di girasole)
due cucchiaini di crema tartara
Colorante alimentare

Ecco, cosa e' la crema tartara? Non ne ho idea e credo che in Italia non si trovi. Si puo' fare senza o forse si potrebbe provare ad aggiungere un cucchiaino di bicarbonato!

Mischiare tutti gli ingredienti solidi e poi aggiungere l'acqua,l'olio ed il colorante poco alla volta in una pentola.
Mettere la pentola sul fuoco e cuocere per qualche minuto fino a quando quel blob disgustoso non inizia ad indurirsi un pochino ed a staccarsi dalle pareti della pentola. A questo punto rovesciate tutto su una superficie leggermente infarinata e continuate ad impastare con mosse da panettiere esperto per qualche minuto. Vedrete, non solo i bambini si divertiranno da morire, ma voi riscoprirete muscoli delle braccia dimenticati da secoli....altro che Pilates.


Per la pentola non vi preoccupate, quando il Play-doh si secca, viene via che e' una meraviglia! Molto piu' facile pulire la pentola dal Play-doh che dal ragù bruciato!!

Tuesday, 23 October 2012

I Bambini lo Sanno

I bambini lo sanno! 'azzo se lo sanno. Loro c'hanno l'istinto che cresce, evolve e si raffina.
Alla nascita hanno l'istinto di suzione e deglutizione, dagli qualche anno e sviluppano un innaturale istinto ad ammalarsi durante il weekend o (nel mio caso di madre sola, solissima, solamente sola) appena i nonni in visita si impacchettano e salgono sul primo aereo per il Bel Paese.

Lunedi' mattina ore 5.50 il nonno ottimismo e la nonna lunga, con passo non esageratamente felpato, fanno i bagagli ed escono di casa. La Bibi, che fra le 4 e le 6 del mattino e' dotata di super-udito finissimo, ha immediatamente spalancato gli occhi, tempo di riprendersi dai fumi del sonno ed ha iniziato a urlare:"Maaammmaaa maaammmaaa ho visto i noooonniii" con concitzione da visione mistica.
E se il buongiorno si vede dal mattino, beh che dire..erano le 5.55, lei era sveglissima, io avevo gli occhi che mi si incrociavano dal sonno e buttando un occhio alla finestra ho scoperto che la nebbia del Tamigi era risalita fino alla mia porta di casa inghiottendosi la fine del giardino.
Benissimo, BUONGIORNO.

Porto una Bibi insofferente e ragionevolmente inviperita all'asilo con il solito teatrino mattutino che mi vede sorreggere il Bibo nell'ovetto da una parte, Peppa Pig in dimensione e peso "bambina-di-due-anni-grassa" dall'altra (che senza la Peppa ormai non si va nemmeno in bagno e grazie dottor-cugino D che ce l'hai regalata...ma un formato che non mi prendesse un intero sedile della macchina non esisteva??), reggere due libri di favole coi denti (perche' per andare all'asilo la signorina si vuole portare tutte le mattine due libri di favole e che siano diversi ogni mattina...mi diventera' mica secchiona gia' a due anni??) e chiudere la porta di casa coi piedi.

Ho fatto giusto in tempo a fare un paio di lavatrici e quando stavo per appoggiare il deretano in posizione relax per 10 minuti, arriva la temutissima telefonata, quella che quando suona il telefono sai che sei messo peggio del protagonista di "The Ring" (ma si dai, quel film dove ti arriva la telefonata che ti dice che devi morire entro 7 giorni): la telefonata dall'asilo

"Ehm, signora la sua bacarozza c'ha la febbre?"
"Oddio ma sta tanto male? Non e' che e' solo una febbriciattola da niente e ve la potete tenere che adesso rimettermi la Peppa in macchina per venirla a prendere e' un lavoraccio?"
"Mah faccia lei, ha 39 di febbre"
"Ah...prendo la Pepa e arrivo"

Rimetto in macchina tutto l'armamentario, Bibo compreso, e ritorno all'asilo.
Lei era in cannottiera e calzini.

"Mi scusi signora maestra ma tutti i vestiti di mia figlia e le scarpe si sono polverizzati?"
"Ah no le abbiamo tolto tutto perche' ha la febbre"
"Eh beh chiaro, gia' che c'eravate potevate provare con il bagno nei cubetti di ghiaccio"

Cosi sono bloccata a casa con una duenne ammalata ma inspiegabilmente iperattiva ed il Bibo che raccoglie bacini e bacilli dalla sorella.
Qualcuno si offre per andarmi a fare la spesa?

Tuesday, 9 October 2012

Il Lavoro Nobilita.

Si, ma solo quello retribuito.
Si perche' se stai a casa a volte ti devi un po' giustificare e finisce che devi giustificarti anche davanti a te stessa.
Anche la Bibi l'ha capito e con aria candida ti dice:
"io da grande SCUOLA e poi LAVORO con Mr.M." E certo cara, che vuoi che ti paghiamo le scuole private per vent'anni e poi fai la casalinga?
Ecco appunto, perche' che dignita' c'e' nel fare la casalinga, nel badare ai figli 24 ore al giorno, organizzare casa e farti venire diversi tipi di depressione a secondo della diversa fase di crescita che la prole sta attraversando? Nel fare un lavoro che tutti si aspettano che tu faccia, e bene!!

Quarantanni fa ci si aspettava che la mamma stesse a casa a crescere i figli ed a "mandare avanti la baracca" e quando questo non succedeva era necessario giustificare la propria posizione.
Oggi la mamma e' quella che va al lavoro tutte le mattine e quando questo non succede e' nuovamente necessario giustificare la propria posizione.
E' questo che tocca sempre a noi donne? Giustificare le nostre scelte, perche' da noi ci si aspetta sempre qualcosa di piu' o qualcosa di diverso. Ci si aspetta il mettere i figli al primo posto, ma anche rispettare il nostro ruolo di donne nella societa' che se vai in giro a dire che fai la mamma (si, SOLO la mamma) mica ti prendono tutti sul serio.

A volte ho la sensazione che ci siamo costruite da sole una ragnatela in cui ci rigiriamo, ci incastriamo, ci impigliamo e finiamo sempre scomodamente insoddisfatte della posizione che abbiamo assunto.
Se posso azzardarmi a fare una considerazione probabilmente impopolare, la grossa differenza fra madre lavoratrice e casalinga, e' la dignita' che viene attribuita al ruolo.
Di solito le conversazioni vanno così:
"Ah sei a casa col bambino. Come mai? Sei in maternita'?"
"No, veramente mi sono licenziata per stare con i miei figli"
"OOOHHHH che peccatooooo!!"
che trova la variante nel:
"Oh che fortunataaaaa"

Ecco no, ne' l'uno ne' l'altro.
Oserei dire che non e' ne' un peccato ne' una fortuna.
E' una scelta. Che a volte viene fatta per necessita' e per amore.
E' una scelta. Che a volte ti fa sentire incredibilmente fortunata, ed altri giorni ti fa sbattere la testa contro il muro.
E' la scelta di fare un passo indietro per permettere ai propri figli di correre in avanti.
E no, non e' nemmeno una scelta facile, perche' a volte ti ritrovi a fare i conti con la ventenne che eri, che ti tira da dietro e ti fa notare che a ventanni i tuoi progetti non erano proprio di passare le giornate a costruire bruchi con la pasta da modellare e disegnare bamboline da ritagliare.
Il piu' delle volte pero' e sufficiente guardarla con affetto ed indulgenza e spiegarle che anche lei capira' quando diventera' mamma!




Monday, 1 October 2012

Il Kubark di casa mia

Ne avete mai sentito parlare?
Ecco, il Kubark e' un manuale delle tecniche di interrogatorio usate dalla CIA.
E perdonatemi se faccio ironia su una cosa così controversa e largamente raccapricciante, ma se vedeste i miei occhietti iniettati di sangue e la manina tremolante che stringe la tazzina del caffè sono sicura che capireste le mia argomentazioni.

Dopo il fine settimana e specialmente dopo ieri sera sono giunta a due possibili conclusioni:
le scenate furibonde delle 4 del mattino seguite da quelle delle 5.30 del mattino sono una punizione divina. Negli anni '60 ero probabilmente uno spietatissimo agente delle CIA che ha redatto, con terribile freddezza d'animo, la sezione "tortura da mancanza di sonno" del suddetto manuale.
La seconda possibilita' e' che la Bibi si sia scaricata da internet suddetto manuale, se lo sia letto tutto nascondendolo fra le pagine di Biancaneve e Cenerentola, abbia trovato la sezione "tortura da mancanza da sonno" estremamente interessante ed abbia deciso di vedere l'effetto che fa su mamma e babbo, così, tanto per punirli anticipatamente per tutte le rotture di palle e sindromi che le causeremo durante il periodo adolescenziale.

Detto questo abbiamo provato tutte le combinazioni possibili: nana a letto con noi, io a letto con la nana, mamma per terra, mamma sulla branda in camera della nana, mamma nascosta sotto il letto della nana, nana fuori dalla porta, mamma fuori dalla porta, mamma e babbo a litigare fuori dalla porta della nana alle 5 del mattino mentre la nana urla e sveglia quello piccolo...se ve ne vengono in mente altre ecco...noi le abbiamo provate.

La nana a letto con noi e' peggio della mancanza di sonno: russa, scalcia, urla, assume posizione Est-Ovest in modo da poter conteporaneamente prendere a calci il babbo e tirare pugni alla mamma con conseguente sclero di quello alto con il pizzo (ah no, non ce l'ha piu, sigh!).

Quando la mammainSE ha iniziato ad essere afflitta da allucinazioni multi-sensoriali e psicosi di varia natura causate dalla mancanza di sonno,  ha deciso allora di riprendere in mano il comando delle nottate, spiegando alla Bibi per filo e per segno che doveva addormentarsi nel suo lettino e possibilmente RIMANERCI.
E' andata pressoche' cosi:
Sono uscita da camera sua, ho chiuso la porta e l'ho lasciata piangere 5 minuti. poi sono entrata a consolarla, l'ho rimessa a letto e l'ho lasciata piangere per 7 minuti. sono rientrata all'urlo di "pipi pipi" per scoprire che l'aveva fatta tutta sul tappeto della cameretta. l'ho cambiata, lavata, rimessa a letto, chiuso la porta, lasciata da sola per 9 minuti. sono rientrata a consolarla e mi ha vomitato addosso tutta la cena, il pranzo e secondo me anche un po' della colazione.
La mammainSE si e' infilata sotto la doccia, Mr.M. ha lavato e rivestito la Bibi, abbiamo fatto le pulizie di primavere in bagno per poi sedermi di fianco al lettino dell'infante disperata e farla addormentare.

Ora mi chiedo, sara' che anche sto stramaledettissimo metodo Ferber o Estevill (che poi son cattivi uguali) in realta' non e' altro che un capitolo in incognito del Kubark?

Saturday, 21 July 2012

La Cacanza tra Vasino e Sondino

Mi perdonera' la mamma genio che ha inventato il termine; mi perdonera' anche La Staccata che nel suo ultimo post mi ha illuminata, assegnando finalmente un termine appropriato a quelle che io ancora mi ostinavo a chiamare vacanze.

Dicasi CACANZE l'inesorabile trasformazione delle un tempo amate e sognate vacanze al seguito  dell'arrivo di uno o piu' bambini nella vita ormai distrutta di una giovane coppia.
Avete presente quando siete ggggiovani, belli, abbronzati e senza figli? Quando la vacanza scivola via fra un aperitivo in piscina, il tacco 12 da indossare a cena, un bacio romantico fra gli scogli e sveglia il giorno dopo ad un orario variabile fra le 11 del mattino e le 4 del pomeriggio?
Ecco quella e' una vacanza.

Prendete la stessa coppia di cui sopra, rifilate loro una coppia di marmocchi di eta' qualsiasi fra gli zero ed i quattro anni ( e qui mi illudo che dopo migliori??): magari sono ancora gggiovani, potrebbero anche essere belli se non fosse per quell'occhiaia da panda che si portano addosso che manco due dita di correttore....
Abbronzati proprio no: vanno al mare dalle 7 alle 10 e poi dalle 5 alle 7 per permettere ai pupi di fare pappa, ruttino, riposino, merendina, ed in quelle poche ore in cui sono alla spiaggia, li potete trovare rigorosamente sotto un ombrellone a costruire la chicane per le biglie.
Quando quelli senza figli sono a farsi lo Spritz in riva al mare, loro rincorrono marmocchi nudi e puzzolenti per casa tentando di infilarli nella vasca da bagno.
Ieri ti infilavi tubino nero e tacchi alti per cena, oggi hai addosso ancora pareo ed infradito che mica sei riuscita a farti una doccia, ed invecec che la fritturina "da Giorgio", sei a casa ad infilare cucchiaiate di zucchini trifolati in due bocchine ermeticamente chiuse e disgustate.

E ditemi che queste non si chiamano cacanze.

A dare il vero senso alla cacanza pero', sono loro: il vasino ed il sondino.
Io madre stanca e sconsiderata non avevo ne voglia ne tantomeno intenzione di spannolinare la Bibi, avendo mani ed energie impegnate con il Bibo da allattare 50 voltet al giorno.
Lei, ovviamente, aveva piani molto diversi.
In barba alla famosa regressione di cui sono soggetti i figli maggiori all'arrivo del minuscolo fratellino, lei ha deciso che e' grande e che il pannolino non lo vuole più'.
Cosi un giorno, all'asilo, si e' denudata davanti agli occhi esterefatti delle maestre, e' andata in bagno ed ha fatto la pipi da sola.
Peccato che tanta autonomia non abbia proprio coinciso con l'assoluta padronanza di pavimento pelvico e muscoli intestinali, e cosi mamma pulisce, lava, immerge nel napisan, rilava, strizza e si tappa il naso.

Il Bibo invece, in pieno spirito olimpico, ha deciso di inaugurare una categoria tutta sua: la piu' lunga gittata di cacchina a spruzzo. Oggi ,per la cronaca, ho dovuto lavare i tre dico tre metri di pavimento davanti al fasciatoio ed il muro. Ieri, in quei tre metri, per sfiga ci avevo parcheggiato la sdraietta e non vi sto a postare una foto di come e' ridotta.
Per prevenire urla e le cosiddette "power poos" del povero infante, mi sono lasciata anche io convincere all'utilizzo del sondino che, diciamolo, puo dare seria dipendenza; no, non al bambino ma alla madre. Da adolescente ti schiacci i punti neri ( e non ditemi che non lo avete fatto che non ci credo), e da mamma fai il sondino!
Piange, non mangia, ha sonno, rugna, mugugna e grugnisce? Facciamogli un sondino che ritrova il sorriso e cade addormentato come Rosaspina con il fuso!

Se poi mentre gli fai un sondino, quell'altra ti chiama disperata all'urlo di "maaammmmaaaaaaaaa cacca mutandineeeee", allora sai gia' che non c'e' rimedio alla giornata di merda, e che la cacanza ha tutti i requisiti per essere chiamara tale!!!!

Monday, 2 July 2012

Surviving Tips

Come si fa a sopravvivere l'arrivo di un neonato (o del secondo o del terzo..)??
Certe donne sembrano nate per essere mamme: appena vedono un alienino sotto i tre mesi e sopra i 10 pannolini al giorno, vanno in brodo di giuggiole. Vorrebbero passare tutta la giornata a cullarlo, baciarlo, cambiarlo, vezzeggiarlo e viziarlo. Allattano per anni ed hanno un personale record di cambio pannolino sotto i 10 secondi.
Ma se proprio non fai parte di questa categoria olimpionica, magri hai bisogno di un paio di consigli che ti aiutino ad arrivare a fine giornata


Ci sono un paio di cose che per me funzionano:


1) Leggi un libro: ok magari non e' che hai tutto questo tempo per leggere. Magari mentre allatti, o mentre ti sei furtivamente rinchiusa in bagno per avere cinque dico cinque minuti di solitudine. Che tra l'altro, aprendo una piccolissima parentesi, non trovate che il bagno sia l'unica scusa che vi permette di mollare la prole a qualcuno e chiudervi a chiave in solitudine? Una specie di zona franca della casa dove nascondersi di tanto in tanto? Chi può onestamente giurare di non essersi mai chiusa in bagno solo per potersi sedere li' sulla vasca da bagno (!), lontano dalle urla, a leggersi un libro, o anche solo il bugiardino delle medicine? O magri mangiarsi un cioccolatino????
Leggi qualcosa che non sia "baby related", ovvero: butta via Tracy Hogg, Gina Ford e Estevill (che non e' che sono letture rilassanti e soprattutto non valgono come "me time") e leggi qualcosa con una trama avvincentissima che non puoi proprio mettere giù!! Il mio Baby Brain al momento non mi permette di andare su nulla di troppo impegnativo per cui sto finalmente leggendo gli ultimi due libri di Harry Potter e me li GODO TANTISSIMO


2) Un po' di sana "retail therapy" detto anche banalmente shopping!! Ecco ad un mese dal parto non mi sento proprio lanciata all'acquisto di bikini, scarpine eleganti e gonne francobollo. Mi sono allora rifugiata all'acquisto sicuro di un oggetto utile che non deve essere brutto per forza: la borsa del passeggino. Dopo averne vagliate a centinaia, sono giunta a questa marca qui www.pacapod.com ed in particolare a questa borsa qui:
Giuro e' fighissima, dentro ci sono altre due borsette che si possono appendere separatamente al passeggino per il cambio e la pappa, oppure per portatile e l'Ipad..... (chiaramente nessuno mi ha chiesto di pubblicizzare questa marca, mi piace e basta, spero sia chiaro...)

3) Fai e pensa a cose belle: trova cinque minuti per fare quello che ti piace. Scrivere, leggere, fare fotografie, cucinare una torta o dei biscotti, l'uncinetto o la fisica quantistica, basta che dia soddisfazione a te! Pianifica una vacanza o sogna un weekend romantico...prima o poi succederà di nuovo!! Noi stiamo sognando un weekend senza nani al The Waterside Inn. Voglio dire, se devi progettare e sognare, almeno fallo per bene!!!


4) Fatti un the (o caffe' o tisana, magari lasciando perdere il whisky se sei da sola con i bambini...): l'unico consiglio di qualche utilità che mi sia mai stato dato da un Health Visitor (entità creata dall'NHS per dare consigli inutili alle mamme e far ricadere sensi di colpa atavici sulla mamma se non fa "allattamento a richiesta"). Un giorno sono andata dalla mia HV chiedendo disperatamente aiuto: la mia primogenita piangeva da mane a sera senza sosta e non sapevo più se avesse fame, sonno, coliche o si disperasse per aver scoperto che io sarei stata sua mamma per sempre. La donnina mi risponde:"Darling, make yourself a nice cup of tea" (tesoro fatti una bella tazza di the').
Ed io povera ragazza confusa:"Ma perché fa bene alla bambina in qualche modo? Credevo che la theina fosse il male come la caffeina la cioccolata e tutte le cose buone del mondo!!
E lei serafica:" Ma no cara, a volte piangono e basta, allora tu la metti nella culla a piangere disperata, te ne vai in cucina, accendi la radio cosi non la senti e ti fai una tazza di the!"
Lo so che può' sembrare una cattiveria, ma piuttosto che buttare il pupo in lavatrice e' meglio prendersi una mini tregua di pochi minuti, fare due respiri, bersi un the' e poi ricominciare a calmare il pupo quando sei un po' più calma pure tu!!


5) Evita frequentazioni troppo intense con amiche sopra il metro e ottanta e sotto i cinquanta chili con chiome bionde e fluenti: un attacco all'autostima non e' il modo migliore per affrontare un'altra notte insonne.


Wednesday, 27 June 2012

Un Mese e Primi Bilanci

Ebbene si, il Bibo ha compiuto il suo primo mese e la mammainSE ha festeggiato una perdurante (se non vacillante) sanita' mentale.
Sono stanca, ohh si come sono stanca, ogni tanto sono pure nervosa ed un po' nevrotica, la pazienza non e' che mi duri proprio fino a fine giornata (e che lo sai che tutti i buoni propositi che hai alle cinque del mattino vanno beneficamente a farsi benedire 12 ore dopo...). Impreco (a bassa voce), mi arrabbio (ad altissima  voce) ma più o meno reggo.

Con la Bibi dopo il primo mese mi sembrava di annegare, di non farcela, di voler scappare a Copacabana a fare la barista piuttosto che prendermi tutta TUTTA la responsabilità di quella robinia piccola, infelice e piangente.

Adesso ho sul groppone una fatica doppia, no tripla, no ancora di piu rispetto a due anni fa, ma nonostante l'occhio che mi batte da stress ed il sogno di una notte degna di essere chiamata tale, sono più serena ed in qualche modo vedo la luce in fondo al tunnel.
La luce, ecco, secondo me e' quella che fa la differenza, perché alle 4 del mattino, sveglia come un fringuello ad allattare e cambiar pannolini, quando il ciclo cicardiano te lo sei giocato per il prossimo anno, fuori c'e' il sole ed il tuo organismo disordinato pensa:" oibò e' già mattino, quasi quasi vado a fare colazione". E ti senti un po' più in pace col mondo rispetto all'inverno tenebroso, quando e' buio fino alle 8 del mattino ed alle 4 quando quello nella culla c'ha una fame che non ci vede, vuoi solo strapparti i capelli e continuare a dormire.

Per il resto, volendo proprio parlare di bilancia nei miei personali bilanci, mi mancano ancora un po' (parecchi) kg prima di riacquistare sembianze di donna e rientrare  nei miei vestiti e credo che l'unico modo in cui Mr.M. riuscirà a trascinarmi al mare sarà comprandomi uno di questi meravigliosi burkini, che in questo mondo globale tanto in spiaggia darebbero più da parlare una cellulite dirompente od una ceretta malfatta piuttosto che vedermi indossare uno di quelli no??

E poi e' solo una questione di punti di vista: mi ripetono tutti che ho proprio una faccia da triglia stanca e che vedrai tempo qualche mese ritorni in forma (che tradotto e': mamma che cofano e come si e' inchiattata); pero' il matto del quartiere che indossa una scarpa ed una ciabatta ed inveisce contro ogni anima che incontra, l'altro giorno mi ha fermata dicendomi:" your hair looks beautiful today"  (hai capelli splendidi oggi); e la signora della lavanderia qui sopra ha esclamato:" it doesnt even look like you had a baby, you look great"  (stai d'incanto, non si direbbe che hai avuto un figlio). Suddetta signora passa la giornata seduta in negozio a mangiare fish'n'chips e bere roba dolcissima e disgustosa, pesa circa 200kg ed ha occhiali spessi un dito, ma come dicevo, e' solo una questione di punti di vista e personalmente.... SHE MADE MY DAY

Monday, 18 June 2012

Per tirarsi un po' SU

Quando per scrivere un post di poche righe ti ci vogliono un paio di giorni, vuol veramente dire che sei entrata nel tunnel oscuro del bimammismo.
Qui si vive e sopravvive su tabelle di marcia militari accompagnate dal brivido dell'imprevisto. Come si dice in gerco nautico "qui si naviga a vista". 
I miei bisogni fisici, psichici e fisiologici non vengono più riconosciuti nemmeno dal mio cervello, ma che ve lo dico a fare. 
E poi si sa'....i bambini che mangiano e dormono sono sempre figli degli altri, così come quelli che a due settimane si sparano 5 ore di sonno a notte. E' una regola di vita.
I miei figli hanno le coliche, fanno la cacca ogni 15 minuti, hanno bisogno di essere nutriti ogni ora e mezza/due, hanno l'urlo della Callas e dormono pochissimo! 


Pazienza, uno lo sa, si mette l'anima in pace e spera che passi in fretta.


Anche se a dire la verita' c'e' un diritto della mamma per cui vale la pena lottare, perché poi in fondo che andrai incontro a mesi  anni di insonnia te lo avevano detto tutti, ma che non avresti più avuto diritto ad una doccia ed ai capelli puliti te lo aspettavi??


Allora pensavo ad una petizione da far firmare a tutte le mamme, i papa' ed i nonni che garantisca alla mamma una doccia giornaliera ed un lavaggio di capelli a giorni alterni: si sa che quando profumi di vaniglia e hai capelli lucenti e setosi, la vita ti sorride ed anche le 20 cacche di tuo figlio sembrano meno pestilenziali!!!


La nota positiva e' che continuano ad arrivare regali, fiori e bigliettini per i bimbi, e visto che il Bibo e' decisamente troppo piccolo per spacchettare o apprezzare la moda baby boy primavera/estate 2012, la gioia e' tutta della mamma!
Ci tenevo in particolare a ringraziare Jessica, che ha le mani d'oro. Quando alla nascita hanno distribuito la creativita' a lei e' decisamente toccata anche la mia parte!! 
Questi sono i booties meravigliosi che ha fatto per il Bibo:



Se avete voglia di dare un'occhiata, andate al suo etsy shop feltmadebyjess .
A me stava venendo qualche ideuzza per il battesimo del Bibo........

Monday, 30 April 2012

Lezioni di Calcio e tristi Consideazioni

La Bibi e' affascinata da qualsiasi cosa purche' sia di color rosa, preferibilmente fluorescente. Vive nel suo mondo rosa in cui piatti, bicchieri, posate, tic-tac ed elastici per i codini sono immediatamente catalogati come inaccettabili se non del colore appropriato.


A mia discolpa posso dire di non aver mai adottato il look "total pink": le ho comprato vestiti di qualsivoglia colore, azzardando pure un vestito total black degli AC/DC acido quanto basta. La sua cameretta e' gialla, rossa, verde e arancione, insomma tutta un'accozzaglia di colori che NON comprende il rosa.
Posso quindi onestamente dire di aver fatto tutto quanto in mio potere per evitarle gli errori materni, ma pare che qui siamo spettatori ancora una volta della potenza della genetica: se tua madre e' alta come l'Herzigova, ha gambe lunghe e filiformi e non mostra segni di cellulite nemmeno a 60 anni, tu erediterai i geni di tuo padre; se invece tua madre ha i capelli color topo ed un deplorevole passato dipinto di rosa, stai pur tranquilla che toccherà anche a te!


A questo punto non posso negare di aver posseduto una macchina rosa-tendente-al-fucsia per circa 10 anni e di essermi trattenuta dall'abbellirla da un delicato adesivo della Mattel o da un'antifurto che urlasse "I'm a Barbie girl in a Barbie woooooorld" dal solo fatto che quella povera anima di mio padre la usava saltuariamente per andare al lavoro.
Quando l'hanno trasferito a fare il rispettabile direttore di banca in uno dei quartieri più malfamati della citta', lui ignaro e soprattutto gravemente daltonico dalla nascita, continuava a chiedersi perché i ragazzetti un po' naziskin della zona gli tagliassero le gomme della macchina rosa-tendente-al-fucsia circa una volta alla settimana.


Dunque dicevo come La Bibi sia affascinata dal colore rosa e devo qui aggiungere  come questa sia l'unica nota marcatamente femminile della sua piccola ma già ingombrante personalità in evoluzione. Per il resto e' un "tomboy", un maschiaccio che butta le bambole per terra, le calpesta ed usa i peluche per pulire il pavimento del bagno.


Sabato mattina, ma guarda un po' che coincidenza sfortunata, pioveva a vento, praticamente in orizzontale. La Bibi, addobbata con pigiama, stivali da pioggia (BLU) e giacca antipioggia aveva deciso che doveva uscire ad ogni costo e subitissimo pena la distruzione di tutti i barattoli di vetro della cucina e graffiti sui muri appena ridipinti. 
Dopo una rapida consultazione con Mr.M. decidiamo di sfidare le interperie: lezione di balletto per nanissime o di calcio per nanissimi? Ok vada per il calcio che se le facciamo fare il giro della palestra 20 volte di corsa dietro un pallone magari ci si stanca quel tanto che basta per collassare dopo pranzo.


Mr.M. si dota di cannone digitale mostruosamente grande pesante e tecnologico. Dopo aver fatto un setup completo dell'inestimabile cannone digitale che teneva in considerazione velocità media di una Bibi in movimento-luci al neon giallastre-umidita' in aumento della stanza-compensazione del colore inguadrabile della maglietta indossata dalla Bibi etc etc, me lo ha affidato con aria solenne aggiungendo:''Oh tu donna inutile nell'ambito dei gadget e della tecnologia, devi solo schiacciare quel pulsante rotondo possibilmente indirizzando l'obbiettivo verso me e La Bibi. Mettiti la macchina al collo e difendila al costo della vita"


Obbediente ai dettami di Mr.M. cosi' ho fatto e devo dire di essermi sentita piuttosto figa nel maneggiare con quasi disinvoltura quei 5kg di macchina fotografica ed atteggiarmi a pose da fotografo scafato mentre La Bibi e Mr.M. se la divertivano parecchio a prendere a calci i 400 palloni buttati nella palestrona.


A quel punto e' arrivato il sorvegliante che mi ha gentilmente intimato di riporre la macchinone digitale nello zainetto o mi sarebbe stata sequestrata per salvaguardia della privacy delle altre famiglie presenti.


Per un attimo mi sono sentita come a scuola quando la maestra ti faceva un mazzo tanto perché avevi nascosto l'ultimo numero di CIOE' sotto al banco ed ho  assunto un'aria leggermente indignata. 
Poi io e Mr.M. ci siamo guardati abbiamo annuito ed e' arrivata la tristissima considerazione: hanno ragione, "Abitiamo in una società fortemente malata" in cui non abbiamo più il completo controllo delle informazione personali che buttiamo nella rete e dobbiamo difendere (almeno) i nostri bambini.


Ormai nove su dieci le foto che facciamo vanno a  finire su facebook/flickr/twitter/4square/pininterest/blog e chi più ne ha più ne metta. Sono io la prima che prima di postare una foto de La Bibi con i suoi amichetti su facebook faccio una telefonata alle mamme in questione per chiedere il permesso e non mi stupisco se mi viene detto no.


Ma a dire la verità il compito di noi genitori e' ancora più difficile: non solo dobbiamo difenderli dall'occhio del grande fratello che tutto sa e tutto può nella rete, ma dobbiamo insegnare a questi Bambini 2.0 a difendersi e salvaguardarsi una volta che diventeranno attivi utilizzatori dei mezzi digitali. Dovremo districarci in una nuova morale digitale e stare al passo coi tempi per indirizzarli a comportamenti "mediatici" corretti. Ma come si fa? Va bene affidarsi al buon senso, ma ad un certo punto forse avremo bisogno di qualcosa di più strutturato che ci aiuti a districarci in questo labirinto?


Ed io che mi lamentavo di pannolini ed allattamento...il bello e' ancora tutto da vedere (e da inventare......)!!!

Friday, 27 April 2012

Di Sonnellini e di altri Demoni

Come madre devi abituarti all'idea che il tuo nano sia in costante evoluzione: le sue abitudini e necessita' cambiano in continuazione.
C'e' la prima fase in cui dormono una cifra ma in ore completamente random che non coincideranno MAI con il tuo meritatissimo sonno notturno.
Poi arriva un momento in cui ti sembra di vedere la luce: il tuo nano segue una routine, una fragilissima e delicatissima routine che guai a chi gliela tocca altrimenti diventa una belva.
Lui fa i PISOLINI ad orari più o meno fissi durante la giornata ed a te, mamma affannata, iniziano a succedere cose meravigliose tipo che alla mattina riesci a farti la doccia ed ogni tanto anche a lavarti i capelli mentre lui se la ronfa della grossa.


Poi il nano cresce e col cavolo che alla mattina dorme, pero' non importa, la vita e' bella lo stesso, perché dopo pranzo hai all'incirca due ore solide di sonno della tua adorabile creatura in cui tu puoi farti i benemeriti affari tuoi. Sei talmente eccitata all'idea di avere due ore HO DETTO DUE ORE, solo per te che sembri il cane del vicino quando finalmente lo portano fuori a fare pipi: gli scappa da morire ma passa la prima mezz'ora a scegliere il paraurti perfetto dove farla.
Cosi tu mamma libera e leggera, ogni giorno ti giochi la prima mezz'ora di libertà cercando di trovare l'attività che più ti aggrada: passo lo straccio, preparo la cena, cambio le lenzuola o stendo?? Ma non importa perché lo fai in libertà, muovendoti leggiadra per casa e quasi quasi per dieci minuti ti trasformi in quella sfigata ma felicissima donna della canzone di Tozzi, ma si insomma, quella che stira cantando e ci rovina la reputazione!


Poi arrivano giornate come ieri, in cui per tutta la mattina ti sei dilettata in ammirevoli attività tipo fare le formine del playdough, leggere 6 libri diversi accomunati da una papera che fa qua qua ed una rana che fa cra cra, imbrattarti l'unico paio di jeans pre-maman che possiedi con i colori a tempera, e fare giro tondo per almeno una mezzora. E tu mamma fiera sei felice, perché l'hai fatta divertire, perché tua figlia e' meravigliosa e sai di aver fatto un buon lavoro imbarcandoti in attività ludiche dalle 8 del mattino fino alle 2 del pomeriggio, riuscendo pure a non sclerare quando ha usato le polpettine di pesce del pranzo come biglie nel giardino.
Adesso la metti a nanna; ok non dorme più' due ore, ma almeno un'oretta di oblio non te la leva nessuno.


Ma no, oggi no!


Lei sta attraversando un'altra delle sue fasi evolutive, quella spaventosa del "Domani magari ti dormo una mezzora ad orario variabile fra le 2 e le 5 del pomeriggio ma oggi non ci penso nemmeno, levami sta coperta sudaticcia ed inventati immediatamente qualcosa di divertentissimo da farmi fare"


Giuro le ho provate tutte:
- con aria ferma e risoluta da mamma-manager l'ho rinchiusa in camera al buio con oculato metodo "Estevill", ma viste le grida alla Tarzan che arrivavano dalla camera temevo che i muratori al piano di sopra chiamassero il telefono azzurro


- allora con aria dolce e comprensiva da mamma-di-altri-tempi mi sono sdraiata (per terra) vicino al suo lettino e le ho detto "Vieni topino, la mamma ti tiene la mano e facciamo un po' di nanna insieme". Quando mi ha lanciato cuscino, coperta, elefante e sacco nanna ho capito che non c'era trippa per gatti e mi rimaneva un'ultima risorsa


-Il RICATTO, quello della mamma-disperta. Le ho offerto l'unica forma di pagamento che La Bibi accetta: "Amore se stai qui e provi a fare la nanna calma e tranquilla la mamma ti da non uno ma DUE tic-tac"
"Rosa?"
"Ehm la mamma così su due piedi ce li ha solo gialli"


Con aria indignata si e' arrampicata sulle sbarre del lettino ed e' scesa lesta come un gatto.
Ho quindi saggiamente abbandonato ogni velleità' di farmi i benemeriti affari miei ed ho accettato l'ineluttabile fatto che avrei avuto un lunghissimo pomeriggio......

Wednesday, 25 April 2012

Il Corredino, quello sconosciuto.....

No seriamente ma si usa ancora?
Alla parola corredino mi viene in mente quella buon anima di mia nonna che appena le hanno detto che un nipote era in arrivo ha iniziato a ricamare lenzuolini, asciugamanini, tutine e tutto ciò che può finire in -ino, finendosi l'artrite di quelle 4 ossa buone che le erano rimaste.


Comunque tutto e' iniziato così: 
io e La Bibi siamo state invitate ad una playdate, che in questi giorni di pioggia, neve e vento (e cazzo che tempo) ti salva la vita e salva la casa di due mamme (la terza poraccia e' quella che ospita e che dovra' ricomprare tutto l'arredamento di salotto e cucina, ma la sfiga e' così, un giorno a te domani a me).
Arrivano le presentazioni con la seconda mamma invitata:
"Ohhh ciao piacere"
"E figurati piacere mio, con sti pargoli meglio rinchiuderli tutti insieme così si strozzano a vicenda e noi ci possiamo bere un te' in santa tranquillita'"
"Ohhhhh ma che meraviglia sei incinta"
"Beh parrebbe, si infondo anche a me era venuto il dubbio..."
"E di quante settimane sei???? Soooo Looooooooovelyyyyyy"
"Ma tipo 35, no spetta mi sembra 36"
"TRENTASEEEII???? Ma non si direbbe mai, la pancia e' cosi piccola"
"Mmmmh si ma il culo l'hai visto? Stavo pensando che forse il bambino si e' accomodato li!!"
"Ma a questo punto il bambino può arrivare da un momento all'altro, pensa io la seconda l'ho sfornata a 37 settimane"
E dalla cucina arriva il commento della mamma ospite:
"Ehh il mio primo e' arrivato a 35 settimane"


Ed io sono rimasta li' un po' preda dell'ansia ed un po' preda del rincoglionimento precoce di cui sembro soffrire sempre più' frequentemente
Bambino..arrivare...ora...ehhh??? cosaaa????
Allora in ordine ho:


- i muratori in casa
- 3cm di polvere posati su all'incirca ogni superficie esistente della casa che alla mattina devo sbattere con il battipanni anche la biancheria prima di mettermela
- un muro composto da un letto di 200kg messo in verticale, tutte le attrezzature dei muratori, 2 comodini, 10 scatoloni di libri, che si interpone fra me e la soffitta dove giacciono: passeggino, culletta, sterilizzatore, biberon, copertine e vestitini, cappellini etc. etc.


Se qualcuno entrasse in casa mia in questo istante non scoverebbe un solo, minimo, insignificante indizio che un neonato potrebbe arrivare IN QUALSIASI MOMENTO.
L'unica sarebbe farsi prestare due tutine di dubbia previa utilizzazione in ospedale per portarmelo a casa, usando le lenzuola della nonna e le spille da balia come pannolini.


Il problema e' che non sono proprio Miss Organizzazione.
Mr.M. invece si, ohh si lui e' quello organizzato e razionale della casa, l'uomo delle liste che ti inseguono per casa e ti ricordano costantemente di come tu, casalinga inefficiente, sei indietro sul pagamento almeno di 3 bollette, non hai chiamato l'idraulico-il muratore-il commercialista-tua mamma-sua mamma, ti sei dimenticata 4 volte di seguito l'appuntamento con il dottore, non hai messo la benzina ed hai lasciato le camicie in lavanderia per almeno due settimane (che poi può capitare benissimo a chiunque no??)
Il problema e' che le sue liste non coinvolgono la preparazione dell'arrivo di un nano. Cioe' se due anni fa avevamo il necessario per La Bibi ora si deve solo riciclare no? E le conversazioni sono tipo:
"Forse dovremmo comprargli almeno un paio di tutine nuove a questo poverino che non se lo fila nessuno"
"E tutta la roba che avevamo per La Bibi?"
"Beh ma sai e' tutto di un rosa Barbie che forse anche no visto che e' maschio"
"Ma tanto mica se ne accorge"


Ok no comment...


Poi ho riprovato con:
"Ma forse bisogna comprare il lettino visto che La Bibi e' meglio tenerla dietro le sbarre del suo lettino ancora un po' che altrimenti di notte te la trovi in cucina che prepara la peperonata"
"Il lettino? Ma come? Da qualche parte forse c'e' la cesta di vimini che poi se non la troviamo una volta ho visto un film dove il bambino lo mettevano a dormire in un cassetto del comò e lui ci stava benissimo"


Ecco appunto, se continuo così proprio nel cassetto del comò mi finisce!!!!!



Friday, 20 April 2012

Bimbi che vanno, Paure che vengono


Ecco appunto perche' e' proprio così che vorrei tanto evitare di diventare, o forse farei meglio a dire, di ritornare. Solo che la tipa qui sotto aveva degli ottimi motivi per urlare come una dannata con quello Psycho di Norman Bates ad aspettarla con un coltellone che neanche il mio macellaio di fiducia alle prese con la carcassa dell'orso bianco fuori dalla doccia!!!







Io invece fuori dalla doccia ad aspettarmi avevo 50cm di pargoletta rivestita di tutine che rivisitavano tutta la palette dei colori pastello, bella come un sogno e con l'urlo più' modulato della Callas. Solo che lei non si fermava per l'intervallo fra primo e secondo tempo della sua opera personale. Il suo spettacolo rispettava esattamente i dettami del "The show must go on". E così' continuava a ore, ed io con lei.


E' che a tutto questo non mi aveva preparato nessuno. VOLEVO essere mamma più' di ogni altra cosa, avevo cercato quella gravidanza, ero stata felice come una Pasqua (oltre ad assomigliare chiaramente ad un enorme uovo di Pasqua) di avere il pancione. E poi all'improvviso ero li', da sola, in terra straniera e non sapevo più come gestire le mie giornate e le sue esigenze.


Poi lei cresce, tu ti dimentichi e superballanzosa te ne esci fuori con un: "Ma sarà il caso di dare un fratellino/sorellina a questa povera pargola solitaria, non vorrai mica farla crescere con tutte le nostre ansie appese al collo come e' successo a noi due poveri figli unici solitari e depressi".
E cosi un giorno ti svegli e sei di nuovo incinta (be' ok, non proprio così). E sei felice, ma anche un po' spaventata. Questa volta le gambe gonfie, vene varicose, emorroidi e smagliature non sono più' un segno del tuo stato di grazia. Ti rendi conto che fare gli esercizi per l'odiosissimo pavimento pelvico non sono più' un simpatico vezzo ma una triste necessita'. E poi ti ritrovi anche a pensare che porcamiseriaccialadra, sto strazio deve proprio durare 9 mesi, no dico NOVE mesi???????
E se poi quando il pargolo nuovo di zecca arriva e devi anche correre dietro a quell'altra bassa di due anni non ce la fai e scappi in Tanzania??


Allora mi sono ricordata che da ragazzina mi piaceva scrivere, e lo facevo per ore e ore. Era il mio modo di comunicare con l'esterno, perché forse a parole non sono mai stata tanto brava, taciturna quel che basta e pigra nell'esprimere le mie opinioni almeno che non ne valesse veramente la pena. Ad un certo punto pero', quando diventi adolescente ed un po' meno rincoglionita, ti accorgi che i tuoi diari segreti di segreto hanno solo il nome, per il  resto sono la lettura preferita in casa dopo la "gazzetta" ed il "corriere della sera". Cresci ancora un po' e scopri che anche le tue e-mails sono di dominio più' o meno pubblico. Detto questo decidi che eccheccavolo, a questo punto tanto vale scrivere su una bella piattaforma informatica, con un bel profilo aperto a tutti dove poter finalmente scrivere cosa fai e come ti senti e magari creare un pezzettino piccolo piccolo di mondo tutto tuo dove rovesciarti quando ne hai bisogno. Magari e' la volta buona che non ti si fila davvero nessuno e riesci a scrivere quel diario segreto a cui tenevi tanto quando avevi tredici anni. O forse no, ma a questo punto chissenefrega!!!!!!!!
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