Ci sono quei giorno che nascono neri, bui, uggiosi tristi.
Ci sono quei giorni in cui uno si sveglia incazzato, l'altra si sveglia esagitata, quell'altro ancora non si sveglia proprio perche' non c'e' stato verso di farlo dormire.
Inizi la giornata cercando solo una scappatoia per stare un po' meglio, qualcosa, anche piccolo, che ti faccia intravedere il lato bello della vita, allenti un po' quel nodo allo stomaco che non va ne' in su ne' in giu'.
Sara' il tempo, questa maledetta primavera che si fa corteggiare e sospirare e non accenna ad arrivare.
Sara' questo cielo bianco, come la Cecita' di Saramago. Una Cecita' bianca che nasconde i colorie che soffoca il buonumore e stringe ancora un po' quel nodo allo stomaco che, mannaggia alla miseria, e' sempre li' nonostante tutti i miei tentativi di sbarazzarmene.
In questi casi c'e' solo una cosa che mi salva. Uscire. Camminare.
'fanculo la pioggia attaccata ai capelli. Si esce Bibo amore di mamma, si lo so che piove, fa freddo e ti si gela il nasino, ma la mamma oggi soffoca. Oggi si cammina.
Ecco adesso va meglio. Ho scovato una passeggiata nel verde e senza macchine che mi porta da casa al mio mega supermercato e nel mega supermercato c'e' Starbuck con il Chai latte che mi aspetta e che sicuramente mi migliorera' la giornata.
Sono cosi', sono strana.
Quando sto bene e sono felice ho voglia di starmene a casa, fra le mie cose, possibilmente da sola.
Ma quando quel bianco apatico non se ne vuole andare, allora vuol dire che ho bisogno di aria, di suole sull'asfalto e cuore perso altrove.
Fra uno scossone e l'altro, quello piccolo si e' addormentato ed io mi sono fermata. Solo per guardarlo un po'. Ed ho sentito il primo click. Il primo interruttore che si accendeva, il primo nodo che si scioglieva.
Con l'anima molto piu' sollevata ed i capelli molto più bagnati (ecco bravi, provate un po' a tenere l'ombrello mentre spingete un passeggino!), sono rientrata a casa dove la ragazza che mi aiuta con le pulizie stava finendo di rassettare e si preparava per andare.
Lavora qui da pochissimo, non ci conosciamo quasi perche' non c'e' lingua in comune.
Lei arriva alla mattina, con la sua fascia in testa, il suo sorriso pulito, ed un quadernino con tutte le frasi in inglese che le potrebbero servire.
Oggi aveva l'aria un po' triste. Ha preso in braccio il Bibo e se lo e' baciato. Ed aveva gli occhi umidi.
Anche io ho una figlia, mi dice, un po' a gesti e con qualche parola rubata a lingue diverse.
Ha cinque anni. E mi mostra orgogliosa la foto di una biondina sorridente.
Dove e' la tua bimba mentre lavori? Le chiedo io in qualche modo.
In Moldova, risponde lei, con la nonna. La rivedro' forse a Settembre.
Come OSO essere di cattivo umore e con il magone?
Come OSO dare la mia buona sorte per scontata?
Come OSO dimenticare quanto questa vita mi dia ogni giorno.
A volte pensiamo che quel che abbiamo sia dovuto e meritato. Perche' siamo delle brave persone, perche' non facciamo male a nessuno, perche' ci prendiamo cura dei nostri cari ed abbiamo sempre fatto il nostro dovere.
Be' no, non e' cosi! E sarebbe bene ripetercelo ogni giorno. Usare un po' di piu' la mente per riorganizzare le emozioni, soprattutto quelle negative. Usare un po' di prospettiva per giudicare la nostra vita.
Smettere di buttare via sorrisi preziosi per problemi di carta.