Friday, 4 October 2013

InDivenire: l"Equilibrio del Disordine

I bambini sono entropici. Vediamola così. Ve la ricordate l'entropia? quella roba strana che si studia in fisica? Proprio lei, l'entropia, la misura del disordine.
I bambini sono entropici, non c'e' altro modo di metterla giu'. Qualunque gioco finisce per aumentare il totale livello entropico dell'universo (o semplicemente di casa tua) che solo il faticosissimo ma invisibile lavoro di mamma, puo' riportare ai valori iniziali.
I sistemi tendono all'equilibrio, alla massima entropia, al massimo disordine: le palline sono piu' felici quando vengono rovesciate per terra, sparpagliate sotto il tavolo e sotto il divano. L'equilibrio finale, per ogni oggetto, e' la dispersione sul pavimento, occupando piu' spazio possibile. Anche l'equilibrio finale di mamma e' per terra, sdraiata, dopo aver messo un piede sulle palline colorate gia' rovesciate e gia' in equilibrio.
I bambini lo sanno. E' la fisica che lo chiede: l'universo e' in divenire, un lento divenire fino all'equilibrio, passando per il disordine totale.

Anche noi ne abbiamo bisogno, di quell'equilibrio finale intendo dire, ma per arrivare a tale desiderabile stato, c'e' bisogno di aumentarne il livello entropico del sistema: scaraventolare fuori tutte le cose che ci girano in testa, buttarle fuori, prenderle a calci, farle rotolare sotto il tavolo, sotto il divano, dietro al comodino. Un disordine di pensieri, di idee, di ambizioni, da far cadere per terra per vedere dove vanno a finire. Tutte le cose che credevamo importanti e che ci ostinavamo tutte le sere a riordinare nelle nostre esistenze, con un gran lavoro, con una gran fatica a rimetterle tutte in fila, i progetti, le proiezioni di quello che saremmo dovuti essere, di quello che gli altri credevano che saremmo dovuti diventare.

E cosi' succede che un giorno, per caso, vedi spuntare dietro ad un'altra donna, l'immagine di quella che saresti potuta essere, e ti odi un po' per averci rinunciato. Perche' li' nella tua testa, in tutto quell'ordine che cerchi di mettere tutte le sere fra i vecchi pensieri, le vecchie ambizioni che puzzano un po' di stantio, le vecchie immagini che stanno a poco a poco sbiadendo, c'e' ancora quella vecchia te che credevi saresti diventata. E lei ha capelli lunghi, puliti e pettinati, e' truccata, veste bene, ha un lavoro in cui e' brava ed apprezzata, manda email dai titoli importanti e domani salira' su un volo per Dubai per presenziare la riunione su quel progetto che senza di lei non si sarebbe mai realizzato.

Allora oggi voglio buttare a terra tutte le palline colorate, per ritrovare l'equilibrio. Lasciar rotolare via, sotto al tappeto, tutto cio' che non mi appartiene piu'. Perche' la vita e' un divenire e per divenire dobbiamo essere disposti a cambiare. Ogni cambiamento porta una bella fetta di casino, a no, disordine lo volevo chiamare, ed e' il momento per lasciar andare cio' che credevamo importante, ma non lo e' piu'. E' il momento di stendersi per terra, insieme alle palline, ai pezzi di lego e di puzzle rimescolati a cui manca sempre un pezzo. Stendersi per terra con le braccia e le gambe aperte, perche' cosi' l'equilibrio e' totale, non si scivola piu' e si pensa meglio.
E' li', quando anche l'ultima pallina ha smesso di rotolare trovando la sua finale posizione nell'universo, e' arrivato il momento per rivolersi bene, per riamare la te stessa che non ha da spuntare da dietro le spalle di nessuno, che e' quello che e' perche' forse non sarebbe stata felice diversamente.

Wednesday, 2 October 2013

Come mi ti Riinfilo in quei vecchi Jeans

Ovvero una malinconica storia di diete.
Allora la MammaInSe non si e' mai proprio messa a dieta. La dieta la intristisce, la parola dieta la porta a pensare compulsivamente al cibo: il cibo da comprare, da pesare, da cucinare. Con lo straordinario risultato di non riuscire a perdere manco un grammo!
La verita' e' che non ha mai avuto un terribile bisogno di dieta: ha sempre convissuto piu' o meno bene con quei due o tre chili in piu' o in meno a seconda dei periodi della vita, senza mai dover ricorrere al temutissimo totale cambio del guardaroba. Insomma, in quei maledettissimi jeans li', la mammaInSe, c'e' sempre entrata: a volte trattenendo il respiro fino a diventare cianotica, a volte in scioltezza ed eleganza.

Poi e' rimasta incinta una prima volta. Nonostante i ragguardevoli 14kg messi su nei nove mesi, un inizio di depressione post partum l'ha riportata in due mesi scarsi dentro tutti i suoi vecchi vestiti, anche quelli attillatini e scomodi, e si, in men che non si dica si riallacciava i maledettissimi jeans con estrema disinvoltura. La battaglia depressione-mammaInSe e' finita con un deciso vantaggio della non-piu'-depressa-ma-molto-magrissima mammaInSe.

Poi e' rimasta incinta una seconda volta. Per nove mesi ha combattuto nausea ed insonnia (della Bibi) a botte di carboidrati e maionese. Di kg questa volta ne ha messi su una ventina. Il Bibo quando e' nato pesava 2.7kg. Il resto della matematica lo lascio a voi.

I maledettissimi Jeans erano li, appesi all'armadio a sbeffeggiarla  ed a farle le pernacchie. Finche' un giorno la mammaInSe ha ripreso in mano gli indici calorici della sua esistenza ed ha deciso che si, il momento era giunto: la stagione delle diete era ufficialmente aperta.

Il problema della mammaInSe e' che e' disorganizzata (l'avevo gia' detto ehmm), poco puntigliosa e per niente attenta. La sola idea di pesare 30grammi di pasta ed organizzare menu' minimalisti per tutta la settimana, le apre una voragine nello stomaco.

E poi ha scoperto lei, la 5:2, chiamata anche "dieta a digiuno alternato" o, amichevolmente, la "dieta dei draghi verdi" perche' se mi dai 5 minuti che ti spiego come funziona, i draghi verdi li vedi anche tu!

Portata alla ribalta da un servizio della BBC, e' una dieta a prova di idioti; prorpio quello che ci voleva per la mammaInSe.

Il concetto e' facilissimo: per due giorni alla settimana (non consecutivi), puoi assumere solo 500 kcal. Si, cinquecento, come la FIAT. Sono pochissime. Vero. Alla sera c'hai una fame nera.Verissimo. Ma il giorno dopo mangi regolarmente quello che vuoi. (no vabbe' se ti ammazzi di maritozzi alla panna pero' non vale, ma pizza e gelato ci stanno tutti).

Ora, non sono dietologa, non sono nutrizionista, non ho velleita' di nessun tipo.
Pero' da qualche mese a questa parte, quando allaccio l'ultimo bottone dei maledettissimi jeans, la pernacchia mi parte proprio dal cuore!
Al limite adesso il problema sussiste quando i Jeans me li tolgo, perche' dopo il secondo figlio siam tutte brave a fare le fighe da vestite, il casino e' quando togli le impalcature di sostegno e lasci liberi i brutali effetti della forza di gravita'. Ma questa e' un'altra storia.

Ah e per le scansafatiche tecnologiche come me, che qualsiasi scusa e' buona per raggirare la palestra ma non sentirsi in colpa, avete mai sentito parlare del "7 minutes workout"?
Universita' ragguardevoli si sono prese la briga di pubblicare articoli sulla validita' ed i benefici di un workout di 7 minuti (totali, comprese le pause) che richiede solo l'utilizzo di una seggiola e di un muro.
Ci sono gia' centinaia di app per i vostri Iphone ed Androids (e che ve lo dico affa') tipo questa qui, per guidarvi in questi intensissimi (ma completamente gratis) 7 minuti!
Non so voi, ma dopo aver installato l'app sull'Iphone mi sento gia' in formissima, magrissima e fichissima.

Thursday, 26 September 2013

La Scimmia Urlatrice

Sono di cattivo umore. Sara' il periodo, che settembre mi ha sempre messo ansia addosso, con tutti i suoi nuovi propositi, nuovi orari, che ve l'avevo detto no che secondo me settembre e' il vero gennaio.
Sara' che sono stanca, sara' quel che sara' ma il cattivo umore e' cosi': ti segue ovunque vai: una scimmia urlatrice incazzata appollaiata sulla spalla che ti rimbecillisce con schiamazzi irritanti. Sappiatelo, se mi vedete per strada inveire contro qualcuno, non sono veramente io, e' la scimmia urlatrice che parla al posto mio!

E quando sono di cattivo umore, penso a tutte le cose che mi irritano: quelle piccole intendo, quelle odiose inezie della quotidianita' che la "me serena" dimentica con una scrollata di spalle, ma che la scimmia urlatrice non perdona, ed elenca incessantemente in un lento stillicidio del buon umore.

Ecco allora la mia top hit delle cose che odio:

- odio chi non sorride ai bambini. Se un bimbino ti sorride e ti chiama tu dovresti essere moralmente obbligato a sorridergli e fargli due versini. Frega niente se i bambini ti fanno venire l'orticaria. Se ti giri dall'altra parte a me viene voglia di schiacciarti un piede fortissimo

- odio fare la spesa quando sono depressa che finisce che invece che il detersivo e i pannolini, compro scatole di profiterol alla panna e lindor che vengono poi ingurgitati con voracita' bulimica e mi costringono ad un paio di settimane di dieta

- odio svegliarmi tutte le mattine alle 6, o peggio alle 5.30, quando quello piccolo gorgheggia felice e decide che se gli uccellini sono svegli allora e' il monento di fare rumore anche per lui

-odio bruciarmi la lingua col caffe', che gia' alzarsi all'alba fa schifo e non ho bisogno di ulteriori inutili sofferenze

- odio chi non mi fa attraversare e ti fa lo slalom intorno mentre sei sulle strisce

- odio le mamme che portano i bambini al parco e si mettono al telefono non-stop, lasciando a te l'ingrato compito di seguire a vista i SUOI bambini che per tentare di richiamare la SUA attenzione tentano di sopprimere i TUOI bambini

- odio i negozianti scazzati: eddai che ti sto dando dei soldi, sono il cliente, almeno qui ho il diritto di aver ragione no??

- odio le briciole. Le odio sulla tavola, per terra, sulle mani. Ma li hanno inventati biscotti che non sbriciolano?

E voi? Quali sono le piccole cose che odiate e che scatenano la vostra scimmia?

Saturday, 14 September 2013

La Parola Abusata

"Si questo e' il mio nome ma non lo sciupare"
Cosa era? Grease?
E' quello che vorrei urlare di rimando ai miei figli alla fine di ogni giornata!
Mamma MAMMA MAAMMAAAA e' tutto quello che si sente a casa mia dalle 6.45 alle 21.00, con possibili ricadute notturne. Che poi il richiamo notturno e' il peggiore. Quando nel silenzio della notte parte il colpo di tosse, seguito da un lamento, qualche gorgheggio per poi sfociare in un "BuaammmammammamammaaaAAA"
Pff, Dario Argento a confronto mi fa il solletico all'unghia del pollicione!
E poi avete mai provato a fare una telefonata?
I bimbi giocano beati, si ignorano e si divertono. Tu prendi il telefono con gesto furtivo per chiamare quelli del gas che nell'ultima bolletta per sbaglio ti hanno addebitato il conto di tutto il condominio.
Ti mettono in attesa, i bimbi continuano a giocare. Per 10 minuti sei li inchiodata al telefono con la musichetta di Per Elisa che ti rimbomba nell'orecchio che avresti voglia di ricantargliela tutta urlando all'operatore se mai ti rispondera' solo per fargli soffrire parte del tedio che ti e' stato inflitto.
Click, l'operatore risponde, tu sussurri un "buongiorno" e da li parte il putiferio:
"Buaaaaahhh Nooo e' miooo MaMMAa Mamma MAMMAAAA il Bibo mi ha tirato i capelli/sputato/fatto una puzza. Mammaaaaaa portalo viaaaaaa"
L'operatore ti riattacca Per Elisa.
E mangiare? Voi riuscite a mangiare sedute?
Tutto pronto, tutto a tavola. I bimbi mangiano. Tu tu siedi e avvicini la forchetta alla bocca.
"Mamma nooooo non voglio la forchetta birulo' voglio quella biruli'"
E tu ti alzi maledicendo l'Ikea che quelle diavolo di posate poteva almeno farle dello stesso colore.
Vi sedete, secondo boccone.
"Mamma non mi piace/e' freddo scaldalo/e' caldo raffreddalo.
Mamma i pomodori, i pomodori ti pregotipregotiprego mammaaaa"
Ti alzi, ti risiedi, tagli i pomodori.
Terzo boccone.
"Buaaammammamammama"
"Oh Mamma il Bibo e' tutto rosso, ha fatto la cacca"
Tu ti alzi, butti al gatto il tuo pasto semi mangiato ed inizi la digestione cambiando un bel pannolino.
E poi via cosi fino a sera: mamma l'acqua/mamma il succo/mamma c'ho una pellicina che mi tira/mamma accendi la luce/spegni la luce/mamma salta/corri/gioca a nascondino/nasconditi/trovami. Con il costante sottofondo di quello piccolo che non parla ma ripete a ritmo continua una sorta di nenia tipo mamma amma amma mamma mamma MAMMA MAAAMMMAAA.
Ora va bene tutto, ma almeno nel weekend uno spera sempre di sentire (specialmente di notte)
"Mammamamama ma ma ma io vorrei il Babbo"

Monday, 9 September 2013

Trauma.Tico.

Il Rientro.
Il Rientro e' Traumatico, e' supertraumatico, e' megatraumatico.
Andrebbe fatto per gradi, poche ore al giorno, come fanno per l'inserimento all'asilo:
Lunedi' si rientra un paio d'ore alla vita normale e poi via al mare;
Martedi fai anche la pausa caffe' e la spesa e poi ti rispaparanzi in piscina;
Mercoledi una buona mezzagiornata di stress ma poi molli la prole ai nonni e te ne vai nel paesino provenzale a farti aperitivo e cena fino ad arrivare ad una completa giornata di scassamento palle il Venerdi ma poi chissene che il giorno dopo e' Sabato!

E invece no! Noi abbiamo la capacita' di mandare alle ortiche le riserve di riposo e relax accumulate in vacanza nel giro di un paio d'ore PRIMA del rientro.
E non e' che ci capitano, nono, ce le andiamo proprio a cercare!

Che voglio dire, ormai dovremmo essere abbastanza avvezzi alle partenze. Anzi forse il problema e' che lo facciamo troppo spesso. Gli snob dell'aeroplano.
Ma si, partiamo con la solita mezzora di ritardo che tanto all'aereoporto arriviamo lo stesso.
Ma che vorrai mica controllare il terminal dell'aeroporto prima di partire no?
Ma dai, che e' tutta quest'ansia che non voliamo nemmeno RyanAir, si arriva con calma si parcheggia e poi si vede.

Parcheggia la macchina, smonta i bambini, passeggino, bagagli, vai al terminal.
Cazzo e' il terminal sbagliato.
Chiama i nonni che ti seguivano in macchina, digli di fiondarsi all'altro terminal mentre tu tenti di capire dove e' la navetta che va da un terminal all'altro e nel frattempo perdi il marito perche' mentre spingi il passeggino con il Bibo, la Bibi si e' piantata sulle scalemobili.
Litiga con il marito su chi e' la colpa dell'essersi persi e nel frattempo perdi la navetta che va all'altro terminal.
Cazzo fra 15 minuti chiudono il checkin.
Torna di corsa al parcheggio, macchina, bagagli, bambini, passeggino, paga, esci, altro terminal.
NOOOOO non ci si può fermare neanche davanti alle partenze.
I nonni abbiamo perso i nonni.
Chiama la nonna:" nonna buttati sul bancone della easyjet e digli di non chiudere, anzi digli che se non ci aspettano ti fai karakiri li' davanto a tutti in atto dimostrativo"
Ferma la macchina 5 secondi per far uscire la mammaInSe, i passaporti e le valigie mentre il Mr.M. rifa' tutto il giro dell'aeroporto che non sa dove fermare la macchina.
Cazzo la mammaInSe e' da sola con 4 valigie e due zaini. Stanno chiudendo il checkin.
La mammaInSe porta due valigie alla volta per 15 metri alla volta in modo da non perderle mai di vista, torna indietro, altre due valigie, altri 15 metri. Zaino in spalla e borsa in bocca, sudando copiosamente e perdendo brandelli di abbronzatura lungo il percorso.
La nonna vorrebbe aiutarla ma non la trova e continua a chiamarla e la mammaInSe oltre alle 4 valigie, lo zaino e la borsa risponde al cellulare ansimando ed urlando in maniera completamente isterica.
Il checkin, ultima chiamata, stanno chiudendo.
Butta una valigia alla hostess gridando :"NOOOOOOOO"
Lancia i passaporti sul bancone mentre spinge tutte le valigie sul nastro.
La hostess le ripete che senza glia altri 3 membri della famiglia non puo' fare il check in e lei sta chiudendo le linee in quell'istante.
La mammaInSe e' sudata, un po' puzzolente, con l'occhio che le batte da stress, la mano tremolante ed uno strappo alla spalla per portare le 4 valigie che la accompagnera' per le prossime settimane.
Ed allora lo fa, strizza gli occhi, spreme fuori grossi lacrimoni ed implora la solidarieta' femminile.
Sarebbe arrivata anche a dipingere apocalittici scenari di violenza domestica in caso la famigliaInSe avesse perso il volo.

Per fortuna questa volta non e' stato necessario.

L'ultima azione eroica della mammaInSe e' stata lo slalom gigante alla coda del controllo di sicurezza con un bambino in braccio ed una bambina piangente attaccata alle ginocchia.
La famigliaInSe e' salita sull'aereo mentre tutti gli altri passeggeri si erano gia' agganciati le cinture di sicurezza e qualche ora dopo ha baciato suolo anglosassone.

I nonni hanno necessitato un paio di bombolette di ossigeno ed una subitanea cura ricostitutiva per riaversi dalla nostra partenza.

Non credo che i nonni accetteranno mai piu' di accompagnarci ad un' aeroporto. Anche il medico di famiglia lo ha fortemente sconsigliato.




Monday, 26 August 2013

Ho Scoperto Ho Scoperto

E' successo, la MammaInSe e' crollata.
E' bastato che i nonni arrivassero a trovare la FamigliaInSe sulle ridenti coste francesi, che si assumessero tutte le responsabilita' di intrattenimento nani, che tacchete, in un istante la MammaInSe ha ceduto ad uno stato piu' o meno costante di letargo estivo.
La mammaInSe e' riuscita ad addormentarsi ovunque: sul terrazzo, sulla seggiola, sotto l'ombrellone ed in svariati letti della maison in affitto. Nulla potevano fare urla, pizzicotti, spruzzi, schizzi, manine appiccicose che le tiravano i capelli. La mammaInSe grugniva, si girava dall'altra parte e ricominciava beatamente a dormire fino a quando anche i due Bibi spietati se ne sono fatti una ragione. Come in guerra, avete presente? A forza di fare la morta, anche il nemico inizia a crederci, vi crede innocua e vi ignora.

Fondamentalemte la MammaInSe ha scoperto una grande verita': che in vacanza 'gna fa'!!
E' che il tuo cervello continua inopportunamente a ricordarti che sei in vacanza e ti costringe a uscire, a star sveglio, a guardarti un film fino all'una del mattino, a fare quella giovane che dopo cena infila la prole in macchina e se ne va a fare un bel giro in riva al mare. Tu lo sai che sei in vacanza e ti crogioli nella gioia del sole caldo e dello spritz mentre prepari la cena.
Ma lui no! Lui non lo sa!
Vaglielo a spiegare a quello piccolo che e' sindacalmente inaccettabile svegliare quella povera donna di sua madre tutte le sante mattine fra le 6 e le 6.30, e che si, anche sua sorella ce n'ha per le scatole di farsi strarompere i timpani prima del sorgere del sole.
Quindi per farla breve, la mammaInSe non e' particolarmente scoraggiata dai costanti incidenti domestici causati dai Bibi nella maison in affitto (e non esattamente a prova di nani), dai pranzi e dalle cene farciti di lamenti, proteste e lanci di cibo, dai costanti tentativi di annegamento e/o avvelenamento dei bambini. Anche la caduta a volo d'angelo del Bibo dal seggiolone, direttamente sul preziosissimo ciottolato dei vicoletti di St. Tropez, ha trovato la mammaInSe lucida e reattiva e neanche tanto scomposta.
Ma quelle 5 ore per notte, quelle no, quelle proprio le trasformano lo spirito e la riducono in una lumaca stanca ed assonnata.

In questa vacanza "tropezienne"poi la mammaInSe ha scoperto anche un sacco di altre cose.
Ha scoperto che la concentrazione di tette rifatte sulle spiagge della Costa Azzurra, e' pari soltanto alla quantita' di Lois Vuitton fasulle a Milano Marittima.
Ha scoperto che alle francesi non glel'ha ancora spiegato nessuno che il topless e' passato di moda negli anni '80.
Ha scoperto che quelle che negli anni '60 affollavano le spiagge di St.Tropez a lanciare la moda del topless iniseme alla Brigitte Bardot, sono ancora li, a 'mo di mummia di Shar Pei, con i chili di pieghe e di rughe che le seguono con dieci minuti di ritardo ogni volte che si girano ma...rigorosamente in topless.
Ha scoperto che un'apparizione di Silvester Stallone al Club 55 puo' provocare 20km di coda sull'unica strada che costeggia la costa, ed indovinate un po' chi e' rimasto bloccato per due ore su quell'unica strada che costeggia la costa?
Ha scoperto che in una qualsiasi spiaggia della costa non ti fanno un panino ed un'insalata manco sotto tortura. Non c'hanno il bar, c'hanno il cocktail bar, non c'hanno il ristorante, c'hanno la sushi lounge.
Ha scoperto che se vuoi mangiarti sto benedetto panino devi andare preventivamente al supermercato e comprartelo!

E mentre i 4 nonni sono immersi in piscina ad intrattenere la prole, la mammaInSe ricomincia ad avvertire una terribile palpebra calante. Con sorriso soddisfatto si lascera' nuovamente sorprendere dal tanto agognato sonnellino pomeridiano.
Zzzzzzzzzz........

Sunday, 18 August 2013

Una Famiglia 2.0. In Vacanza

La famigliaInSe e' ripartita. Ha lasciato i muratori in autogestione nella casa nuova, e negli ultimi 3 giorni ha fatto e disfatto le valigie gia un paio di volte!
Con un certo sprezzo del pericolo Mr.M. lascera' Bob the Builder gettare le fondamenta e tirare su i nuovi muri della nuova casaInSe, mettendo in conto il rischio piuttosto concreto di ritrovarsi il garage al secondo piano!
La vacanza ha anche messo a nudo i punti deboli della FamigliaInSe che ha rischiato il collasso psicologico  allo scoccare della 24ma ora senza connessione. Sono partite telefonate di minaccia alla Vodafone, lettere all'avvocato della 3. Quando poi anche il blackberry ha ceduto per un paio di ore, il panico da fine del mondo ha assalito un povero Mr.M. stressatissimo.
E' necessario considerare che la FamigliaInSe invece che creme e secchielli, ha messo in valigia il laptop, 2 ipad, 2 iphone, la apple TV, un modem WiFi ed un numero sconsiderato di cavi e connettori. La prima domanda fatta prima di prendere la casa al mare in affitto e' stata "ma a quanto scarica internet?".
La FamigliaInSe ha passato un paio di giorni in Versilia il cui mare provoca, alla ligure MammaInSe, moti di sconforto e dissenso. Con l'aria snob di quella abituata ad acqua cristallina e spiagge rocciose, accetta di immergere i regali piedi solo in piscine non troppo affollate.
In tali piscine si e' dovuta scontrare con modelli esemplari di mamme italiche a cui non e' piu' abituata. 
Ha assistito ad una mamma che ha tirato fuori dalla piscina una treenne incazzatissima, le ha cambiato il costume e le ha ripetuto per mezzora "no li ti sporchi, no li ti bagni, asciugati che fra mezzora dobbiamo mangiare" per poi infilarle un vestitino bianco candido, ordinarle un piatto di rigatoni al sugo e ricominciare ad urlare "nooooo ti sporchi il vestiiitooooooo". Per la prima volta ha pensato con una nota di malinconia alle madri angliche che avrebbero gettato cibo al volo ai bambini dentro la piscina, magari pucciando i rigatoni un po' nel cloro per raffreddarli, e li avrebbero probabilmente lasciati nudi ad impanarsi nella sabbia per il resto della giornata. 
La mammaInSe, dal canto suo, soffre di una leggera crisi di identita' in cui cerca di capire che mdello di madre vorrebbe essere, senza riuscire a prendere una decisione definitiva!
La famigliaInSe ieri ha preso possesso di una dimora in Costa Azzurra, dove WiFi va da favola e non ci sono i chili di sabbia di cui il Bibo si e' esclusivamente nutrito durante la minivacanza Viareggina (ci aspettavamo tutti di trovare i castelli di sabbia nel pannolino, ma no, pare digerisca perfettamente sabbia, sassolini e vetrini, da aggiungere alla lista insieme a lumache e terriccio).
Per ora non siamo ancora usciti di casa e ci siamo attaccati ai nostri apparecchi elettronici (ed alla piscina) con avidità.
Probabilmente fra due settimane mi ritroveranno qui, con i piedi in piscina ed il pollice ipertrofico a fare uno spasmodico tap-tap sulla tastiera dell'iphone!

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