Thursday, 24 July 2014
A British Summer
Lo dico piano, a fil di voce, lo dico stasera, anche se ho un occhio che si chiude e l'altro pure, perché' temo che da domani la magia svanirà', il sole tornerà' al fare il prezioso dietro nuvoloni capricciosi e mi toccherà' rimettere a posto la piscinetta gonfiabile e tirare fuori l'impermeabile.
Londra tutta ha vissuto alcune settimane in stato di grazia e gli ultimi giorni da miracolata: il cielo si e' aperto, il sole si e' vestito a festa ed invece del solito teporino da mezza manica e pantaloni lunghi, ci ha regalato un caldo vero da infradito e vestito di garza. Potremmo aprire un lungo discorso su come gli inglesi si mettano le infradito già a marzo quando intravedono qualche raggio primaverile, ma non voglio rovinare la poesia di questi giorni!
Un caldo, vero, che mi schianta indietro ne tempo, quando dopo pranzo mi sdraiavo per terra, braccia e gambe aperti, sul pavimento di graniglia di mia nonna, per aderire ogni centimetro di pelle alla superficie più' fresca della casa.
Quel caldo vero, quando le persiane rimangono sempre socchiuse e le tende di cotone danzano nella penombra annunciando un refolo di vento.
Quel caldo vero che ci faceva fuggire al mare o in montagna, che la citta' diventava un inferno di strade roventi e deserte e la fontanella dei giardinetti non vedeva l'acqua per settimane!
Un caldo vero che ha decisamente dato alla testa dei Bibi di casa, non abituati a queste temperature mediterranee. Nonstante io tenti di idratarli in continuazione, temo che tutto cio' sia troppo per loro che stanno mostrando segni di incipiente follia: quello piccolo si e' trasformato in una specie di strano elfo hippie. Si adorna di bracciali, anelli ed orologi, non si toglie mai il cappello, e quando dico mai intendo nemmeno per dormire o fare il bagno; ed oggi, oltre al cappello, siamo stati costretti a fargli fare il bagno pure con le scarpe. Insomma, nel periodo dei "terrible twos" e dei capricci a gogo, devi scegliere le tue battaglie, ed ho deciso che infilarlo nella vasca con cappello e con le crocs era meno deleterio che un'ora di urla giusto prima della nanna. La Bibi invece ha una moderata ossessione per le Loom Bands (avete presente i braccialetti fatti con gli elastici) e per il ghiaccio; da quando ha scoperto che il nostro freezer produce cubetti di ghiaccio, se li metterebbe pure nella pasta al pomodoro. Nei momenti più' inaspettati della giornata (tipo a colazione) la si può vedere avvicinarsi circospetta al freezer ed infilarsi cubetti di ghiaccio in bocca o, se colta in flagrante, ad infilarne una manciata nel bicchiere con giusto mezzo dito d'acqua per fare la finta.
In questi giorni ho anche scoperto una Londra diversa, una metropoli che nonostante il caldo soffocante, riesce ad essere a misura di bambino e di famiglia. Parchi e giardini pensati per bambini di ogni eta'. Minuscoli parchi acquatici costruiti nei giardinetti sotto casa. Zone d'ombra curate e pulite per picnic e piccole pause.
E li dovreste vedere questi inglesi come sono attrezzati, partono per i giardinetti carichi come non mai, fra costumi, creme solari, snack per i bambini e magari pure la seggiolina pieghevole per la mamma che veglia da lontano. Sono i re e le regine indiscussi del picnic: riescono ad organizzarne ovunque, in continuazione,sotto ogni condizione atmosferica. Li ho visti pure decorare gli alberi dei giardinetti con i "BUNTING" portati da casa (ma si, avete presente le bandierine colorate?). Immaginate quindi l'estasi di un popolo che ama follemente stare all'aperto, quando gli e' concesso farlo senza gli stivaloni da pioggia ed il poncho sulle spalle!
E la sera, quando i bimbi sono a nanna, c'e' il via al barbecue, oppure la rincorsa al locale con i tavoli all'aperto, o perche' no, un altro picnic in notturna dove al succo di frutta viene sostituita una buona (ma spesso anche no)bottiglia di vino rigorosamente servito in calici portati da casa.
Guardandomi intorno vedo un impegno vero a godere ogni istante di questo caldo inaspettato, con la determinazione di chi sa che domani probabilmente pioverà a dirotto e che non c'e' tempo da perdere!
E probabilmente domani rivedro' le stesse mamme che oggi spalmavano protezione totale e calzavano i cappellini sulle teste pelate, nello stesso parco, rivestite di stivaloni ed impermeabili, a far saltare i bambini di pozzanghera in pozzanghera.
Insomma, tutto questo entusiasmo va ricompensato! Un paio di settimane d'estate all'anno ce li meritiamo pure noi no?
Tuesday, 22 July 2014
Il Silenzio Inaspettato
C'e' uno strano silenzio assordante che avvolge le serate della mammainSE.
Un silenzio agognato, immaginato, reclamato, che adesso la coglie un po' in contropiede perche' non sa trovare una posizione comoda in cui ascoltare tutto questo silenzio e forse e' un po' spaventata che tutta questa pace la costringerà ad ascoltarsi invece che ascoltare.
Mr.M. e' partito per la grande mela ("che figo", gli dicono tutti, ignari del fatto che l'albergo e l'ufficio sono nello stesso palazzo, niente metropolitana, niente 5th Avenue, ma un bel corridoio inondato di aria condizionata che lo porta dalla colazione alla scrivania, e no, non ditegli "che figo andare a NY" che poi vi mangia vivi) lasciando la mammainse a spartire le giornate con muratori e bambini in vacanza - binomio che no, non va per nulla d'accordo.
Quindi le giornate vengono scandite da martelli pneumatici, picchiettare metallici, chili di polvere depositati sui pavimenti nuovi della casaInSe e ruggiti imbestialiti di bambini annoiati ed accaldati.
I due anni del Bibo mettono a prova estrema la pazienza (da tempo sgocciolante) ed i timpani della mammainse, fra urla raccapriccianti, capricci persistenti e disastri in continuo divenire.
La Bibi, colta da precoce fase pre-adolescenziale, canta a squarciagola, si cambia 10 volte al giorno comparendo e scomparendo fra abiti da principessa, gonne fosforescenti e magliette di peppa pig, e pretende attenzione, comunicazione e totale dedizione.
Gia' alle 7 del mattino la mammainSE prega che a qualcuno vada via la voce, almeno per qualche minuto, ed invece le giornate sono un susseguirsi di cacofonie, di salti mortali per evitare capricci (soprattutto dei muratori) ed insurrezioni.
Capirete quindi come il totale silenzio e pace improvvisi che piombano nelle serate (no, nelle nottate ancora no, ma ci stiamo lavorando) della mammainSE, la colgano totalmente impreparata, che quando vivi nel continuo uragano, la quiete sembra solo un preannuncio di sciagure.
La mammainSe, si aggira solitaria fra mura ancora un po' sconosciute, tentando di fare la pace con il divano, con le piastrelle e con le lampadine che tremolano. E' talmente abituata a lottare per ottenere 10 minuti di solitudine in bagno, che all'improvviso si sente spersa e spaesata in una casa che sussurra. Si siede timida sul divano, non sapendo bene che cosa si fa, quando si potrebbe non fare nulla. Continua ad alzarsi per controllare di aver chiuso le finestre, di avere dato i giri alle porte, di aver spento l'acqua che annaffia il giardino e sente che avrebbe bisogno di un silenzio un po' più lungo per imparare davvero a galleggiare nella pace del bastarsi, per spingersi oltre il bordo di quel divano, mettendosi comoda sul serio e cercarsi un po' dentro, così, tanto per controllare che cosa sia rimasto li' in fondo, dove non guarda da tanto tempo e si sono accumulate polvere e ragnatele. O forse no, meglio di no, potrebbe cadere in letargo per recuperare il sonno perso e poi chi la schioda più da quel divano?
Un silenzio agognato, immaginato, reclamato, che adesso la coglie un po' in contropiede perche' non sa trovare una posizione comoda in cui ascoltare tutto questo silenzio e forse e' un po' spaventata che tutta questa pace la costringerà ad ascoltarsi invece che ascoltare.
Mr.M. e' partito per la grande mela ("che figo", gli dicono tutti, ignari del fatto che l'albergo e l'ufficio sono nello stesso palazzo, niente metropolitana, niente 5th Avenue, ma un bel corridoio inondato di aria condizionata che lo porta dalla colazione alla scrivania, e no, non ditegli "che figo andare a NY" che poi vi mangia vivi) lasciando la mammainse a spartire le giornate con muratori e bambini in vacanza - binomio che no, non va per nulla d'accordo.
Quindi le giornate vengono scandite da martelli pneumatici, picchiettare metallici, chili di polvere depositati sui pavimenti nuovi della casaInSe e ruggiti imbestialiti di bambini annoiati ed accaldati.
I due anni del Bibo mettono a prova estrema la pazienza (da tempo sgocciolante) ed i timpani della mammainse, fra urla raccapriccianti, capricci persistenti e disastri in continuo divenire.
La Bibi, colta da precoce fase pre-adolescenziale, canta a squarciagola, si cambia 10 volte al giorno comparendo e scomparendo fra abiti da principessa, gonne fosforescenti e magliette di peppa pig, e pretende attenzione, comunicazione e totale dedizione.
Gia' alle 7 del mattino la mammainSE prega che a qualcuno vada via la voce, almeno per qualche minuto, ed invece le giornate sono un susseguirsi di cacofonie, di salti mortali per evitare capricci (soprattutto dei muratori) ed insurrezioni.
Capirete quindi come il totale silenzio e pace improvvisi che piombano nelle serate (no, nelle nottate ancora no, ma ci stiamo lavorando) della mammainSE, la colgano totalmente impreparata, che quando vivi nel continuo uragano, la quiete sembra solo un preannuncio di sciagure.
La mammainSe, si aggira solitaria fra mura ancora un po' sconosciute, tentando di fare la pace con il divano, con le piastrelle e con le lampadine che tremolano. E' talmente abituata a lottare per ottenere 10 minuti di solitudine in bagno, che all'improvviso si sente spersa e spaesata in una casa che sussurra. Si siede timida sul divano, non sapendo bene che cosa si fa, quando si potrebbe non fare nulla. Continua ad alzarsi per controllare di aver chiuso le finestre, di avere dato i giri alle porte, di aver spento l'acqua che annaffia il giardino e sente che avrebbe bisogno di un silenzio un po' più lungo per imparare davvero a galleggiare nella pace del bastarsi, per spingersi oltre il bordo di quel divano, mettendosi comoda sul serio e cercarsi un po' dentro, così, tanto per controllare che cosa sia rimasto li' in fondo, dove non guarda da tanto tempo e si sono accumulate polvere e ragnatele. O forse no, meglio di no, potrebbe cadere in letargo per recuperare il sonno perso e poi chi la schioda più da quel divano?
Monday, 21 July 2014
Quelli che camminano saltellando
Sembra passata un'eternità ed invece poco più' di una settimana fa eravamo ancora in montagna a respirare aria troppo ricca di ossigeno a cui i nostri polmoni metropolitani non sono più' abituati, a camminare tenendoci per mano urlando a squarciagola gli intramontabili "quel mazzolin di fiori" "bella ciao" ed il "capitano della compagnia" (il tutto punteggiato dalla colonna sonora di FROZEN che vabbe'…).
Sara' che come al solito ci siamo giocati i punti relax guadagnati in una settimana, nelle due ore prima della partenza, quando i nostri cervelli iperossigenati hanno fatto male i calcoli delle congiunzioni astrali: partiamo? ma noi dai e' presto, facciamo colazione-salutiamo gli amici- facciamo ciao alle montagne- salutiamo la cameriera/massaggiatrice/barista/giardiniere-che-sono-stati-cosi-gentili-chissa'-quando-mai-li-rivedremo per poi ridurci al "maporcamiserialadra-la-coda-siam-bloccati-fra un'ora l'aereo parte e noi siamo ancora a metter benzina in autostrada" e l'intramontabile finale a sorpresa :"nuooooo la macchina diceva diesel e tu hai messo la benzinaaaaa e mancano 20km all'aeroporto: segno di croce, cornetto alla mano e che qualcuno lassù ce la mandi buona (n.d.r. la macchina e' arrivata singhiozzando fino all'aeroporto e la donnina del check-in si e' impietosita a vedere bambini urlanti e genitori in una valle di disperazione ed in un bagno di sudore e ci ha fatti imbarcare).
A parte il solito finale con pathos, la vacanza e' stata splendida, i bimbi si sono goduti la liberta', i prati sterminati e l'aria che punge il naso. Noi ci siamo goduti i bimbi, e, lontani dalle solite routine quotidiane che ci fanno scorrere la vita fra le mani senza vederla, ci siamo accucciati un po' di più alla loro altezza per osservarli meglio, sospendendo il solito giudizio dall'alto, ma meravigliandoci ancora un po' della loro purezza e delle loro risate cristalline.
Ancora una volta mi sono stupita della loro totale incapacità a camminare: loro non camminano, loro saltano, galoppano, corrono, si trascinano; la loro andatura e' specchio dello stato emotivo; non celano, non coprono, non affossano; tutto cio' che provano e' li' nei loro piedi, basta guardare, non serve indovinare.
E cosi' i loro sentimenti, i loro discorsi; non ci sono secondi fini, non ci sono giochi di parte, non ci sono ambiguità', fanno amicizia in un secondo, si raccontano la vita in una frase, ridono a crepapelle per ore, piangono senza vergogna.
Quando smettiamo di camminare saltellando?
L., dagli occhi azzurri ed i modi gentili, e dall'alto dei suoi 5-anni-quasi-6, si e' innamorato della Bibi, e glielo si leggeva in quegli occhi azzurri e grandi. E ogni sera correvano come dei matti avanti ed indietro, giocavano e ridevano come se la vita fosse stata tutta li, in quelle pance sobbalzanti, e quegli occhi lucidi di risate e di vita: e forse avevano ragione, la vita, per qualche ora, e' stata veramente tutta li'!
"mi vuoi sposare?"
"Ma no, dai andiamo a giocare fuori"
"Ok, allora andiamo fuori"
"Pero' mi serve la maglia, andiamo a prenderla su nella mia stanza"
"Sai anche io ho dormito in questa stanza: io dormivo in questo lettino ed il mio papa' in quest'altro"
"E la tua mamma dove dormiva?"
"La mia mamma e' morta" , "pero' adesso andiamo fuori"
Noi adulti, testimoni di una conversazione non intesa alle nostre orecchie, ci siamo impietriti: avremmo voluto stringere questo bambino dagli occhi blu, riempirlo di attenzioni e domande inutili, avremmo voluto dargli più affetto di quanto avesse bisogno, dare alla sua confessione un'enfasi non richiesta, rivolgergli una commiserazione di cui non avrebbe saputo che fare.
Ma loro si, loro sapevano cosa fare, loro camminano ancora saltellando, e saltellando si sono presi per mano e si sono tuffati nelle loro avventure di bambini, senza parole inutili, senza silenzi imbarazzanti.
E noi? Noi quando abbiamo smesso di camminare saltellando?
Sara' che come al solito ci siamo giocati i punti relax guadagnati in una settimana, nelle due ore prima della partenza, quando i nostri cervelli iperossigenati hanno fatto male i calcoli delle congiunzioni astrali: partiamo? ma noi dai e' presto, facciamo colazione-salutiamo gli amici- facciamo ciao alle montagne- salutiamo la cameriera/massaggiatrice/barista/giardiniere-che-sono-stati-cosi-gentili-chissa'-quando-mai-li-rivedremo per poi ridurci al "maporcamiserialadra-la-coda-siam-bloccati-fra un'ora l'aereo parte e noi siamo ancora a metter benzina in autostrada" e l'intramontabile finale a sorpresa :"nuooooo la macchina diceva diesel e tu hai messo la benzinaaaaa e mancano 20km all'aeroporto: segno di croce, cornetto alla mano e che qualcuno lassù ce la mandi buona (n.d.r. la macchina e' arrivata singhiozzando fino all'aeroporto e la donnina del check-in si e' impietosita a vedere bambini urlanti e genitori in una valle di disperazione ed in un bagno di sudore e ci ha fatti imbarcare).
A parte il solito finale con pathos, la vacanza e' stata splendida, i bimbi si sono goduti la liberta', i prati sterminati e l'aria che punge il naso. Noi ci siamo goduti i bimbi, e, lontani dalle solite routine quotidiane che ci fanno scorrere la vita fra le mani senza vederla, ci siamo accucciati un po' di più alla loro altezza per osservarli meglio, sospendendo il solito giudizio dall'alto, ma meravigliandoci ancora un po' della loro purezza e delle loro risate cristalline.
Ancora una volta mi sono stupita della loro totale incapacità a camminare: loro non camminano, loro saltano, galoppano, corrono, si trascinano; la loro andatura e' specchio dello stato emotivo; non celano, non coprono, non affossano; tutto cio' che provano e' li' nei loro piedi, basta guardare, non serve indovinare.
E cosi' i loro sentimenti, i loro discorsi; non ci sono secondi fini, non ci sono giochi di parte, non ci sono ambiguità', fanno amicizia in un secondo, si raccontano la vita in una frase, ridono a crepapelle per ore, piangono senza vergogna.
Quando smettiamo di camminare saltellando?
L., dagli occhi azzurri ed i modi gentili, e dall'alto dei suoi 5-anni-quasi-6, si e' innamorato della Bibi, e glielo si leggeva in quegli occhi azzurri e grandi. E ogni sera correvano come dei matti avanti ed indietro, giocavano e ridevano come se la vita fosse stata tutta li, in quelle pance sobbalzanti, e quegli occhi lucidi di risate e di vita: e forse avevano ragione, la vita, per qualche ora, e' stata veramente tutta li'!
"mi vuoi sposare?"
"Ma no, dai andiamo a giocare fuori"
"Ok, allora andiamo fuori"
"Pero' mi serve la maglia, andiamo a prenderla su nella mia stanza"
"Sai anche io ho dormito in questa stanza: io dormivo in questo lettino ed il mio papa' in quest'altro"
"E la tua mamma dove dormiva?"
"La mia mamma e' morta" , "pero' adesso andiamo fuori"
Noi adulti, testimoni di una conversazione non intesa alle nostre orecchie, ci siamo impietriti: avremmo voluto stringere questo bambino dagli occhi blu, riempirlo di attenzioni e domande inutili, avremmo voluto dargli più affetto di quanto avesse bisogno, dare alla sua confessione un'enfasi non richiesta, rivolgergli una commiserazione di cui non avrebbe saputo che fare.
Ma loro si, loro sapevano cosa fare, loro camminano ancora saltellando, e saltellando si sono presi per mano e si sono tuffati nelle loro avventure di bambini, senza parole inutili, senza silenzi imbarazzanti.
E noi? Noi quando abbiamo smesso di camminare saltellando?
Tuesday, 1 July 2014
Occhio Malocchio Prezzemolo e Finocchio
La famigliainSe s'e' impacchettata, semi spacchettata, ha preso possesso della nuova dimora e si adatta giornalmente a spazi nuovi, pavimenti perennemente sporchi e disastri in continuo divenire.
Se proprio doveva esserci l'elemento di disturbo, speravo almeno in un poltergeist, uno buffo, che sferraglia un po' di catene e ti fa due dispetti, chesso' che ti scambia il sale con lo zucchero o il caffè' con il cacao, che ti annoda i lacci delle scarpe o al massimo ti allenta il freno della bicicletta.
Ora, io non so se quello che c'e' in casa e' il fratello incazzato di Casper il fantasmino bianco o una nube tossica di sfiga, devo ancora capire se abbiamo bisogno dell'esorcista, dei ghostbusters o di una tradizionale benedizione, o magari di tutte queste cose combinate ed una corona d'aglio alla porta.
Fatto sta' che dopo pochi giorni dal trasloco, mentre mi godevo una meritatissima doccia-scaccia-polvere, mi si e' allgato completamente il bagno. Guarda guarda che i mutatori si erano dimenticati di attaccare lo scarico delle acque del bagno alle fognature, o forse no, non possono essere stati così imbecilli, e' stato il poltergeist!
Mentre rifacevamo i lavori per attaccare sto benedetto bagno alle fogne, abbiamo scoperto che il tubo che passa sotto il giardino e va alle fogne era completamente bloccato dal cemento. E ridaje, scava il giardino, togli il tubo, metti il tubo. Adesso il tutto funziona, peccato pare che nel giardino siano esplose un paio di granate.
Un venerdì sera, mentre mi pregustavo di svenire sul divano davanti alla televisione ronzante, ho aperto il frigo per affondare la stanchezza in un barilotto di gelato e… tadahhhhhh frigo e freezer completamente spenti, morti, kaputt ed un gelato liquefatto che mi chiedeva di dargli una morte migliore.
Poi e' finalmente arrivato il divano del soggiorno, che guardare la televisione stravaccati sui teli da pic nic stava producendo danni irreversibili a schiena e cervicale.
"Signora il divano e' nel camion qua fuori, ora ci paghi fino all'ultimo penny e poi lo scarchiamo"
"Senta ma io c'ho un po' sfiga di questi tempi, non e' che prima posso vederlo il divano, così' per assicurarmi che sia tutto a posto, e poi vi pago?"
"Non se ne parla neppure, se non ci paga immediatamente noi ce ne andiamo, ci portiamo via il divano e lei sarà' costretta a sdraiarsi sul pavimento tutte le mattine alle 5.30 quando quello piccolo si sveglia e vuole vedere la PIMPA"
La mammainse si guarda in tasca, paga e aspetta.
Non avevano nemmeno tolto il cellophane che lei l'aveva già' vista e si era già' messa le mani nei capelli ed aveva iniziato a perdere la sua serafica calma.
"Ma, ma, ma c'e' una macchia, una MACCHIA ENORME sul mio divano nuovo che vi ho appena pagato fino all'ultimo penny"
"Togliete la macchia, cancellate immediatamente quella tragica macchia dal mio divanooooooo" (ndr, la macchia e' ancora li', che mi guarda beffarda)
A questo aggiungiamo i danni Bibo-relati, tipo scrivere a penna sul muro appena imbiancato e lavare via tutto il colore dal muro tentando di pulirlo (ehm questo l'ha fatto la mammainse pero'..)
Che qui con penne e pennarelli sembra la storia del fuso della bella addormentata: tu credi di averli fatti sparire TUTTI, ma in qualche angolo recondito di casa lui riuscira' sempre a trovarne uno ed a scrivere sul primo muro a portata di zampa.
Ah, poi la Bibi ha attaccato lo scotch sulla carta da parati appena messa in camera sua. Ho bisogno di specificare che tentando di staccare lo scotch abbiamo staccato anche un pezzo della carta da parati?
Se proprio doveva esserci l'elemento di disturbo, speravo almeno in un poltergeist, uno buffo, che sferraglia un po' di catene e ti fa due dispetti, chesso' che ti scambia il sale con lo zucchero o il caffè' con il cacao, che ti annoda i lacci delle scarpe o al massimo ti allenta il freno della bicicletta.
Ora, io non so se quello che c'e' in casa e' il fratello incazzato di Casper il fantasmino bianco o una nube tossica di sfiga, devo ancora capire se abbiamo bisogno dell'esorcista, dei ghostbusters o di una tradizionale benedizione, o magari di tutte queste cose combinate ed una corona d'aglio alla porta.
Fatto sta' che dopo pochi giorni dal trasloco, mentre mi godevo una meritatissima doccia-scaccia-polvere, mi si e' allgato completamente il bagno. Guarda guarda che i mutatori si erano dimenticati di attaccare lo scarico delle acque del bagno alle fognature, o forse no, non possono essere stati così imbecilli, e' stato il poltergeist!
Mentre rifacevamo i lavori per attaccare sto benedetto bagno alle fogne, abbiamo scoperto che il tubo che passa sotto il giardino e va alle fogne era completamente bloccato dal cemento. E ridaje, scava il giardino, togli il tubo, metti il tubo. Adesso il tutto funziona, peccato pare che nel giardino siano esplose un paio di granate.
Un venerdì sera, mentre mi pregustavo di svenire sul divano davanti alla televisione ronzante, ho aperto il frigo per affondare la stanchezza in un barilotto di gelato e… tadahhhhhh frigo e freezer completamente spenti, morti, kaputt ed un gelato liquefatto che mi chiedeva di dargli una morte migliore.
Poi e' finalmente arrivato il divano del soggiorno, che guardare la televisione stravaccati sui teli da pic nic stava producendo danni irreversibili a schiena e cervicale.
"Signora il divano e' nel camion qua fuori, ora ci paghi fino all'ultimo penny e poi lo scarchiamo"
"Senta ma io c'ho un po' sfiga di questi tempi, non e' che prima posso vederlo il divano, così' per assicurarmi che sia tutto a posto, e poi vi pago?"
"Non se ne parla neppure, se non ci paga immediatamente noi ce ne andiamo, ci portiamo via il divano e lei sarà' costretta a sdraiarsi sul pavimento tutte le mattine alle 5.30 quando quello piccolo si sveglia e vuole vedere la PIMPA"
La mammainse si guarda in tasca, paga e aspetta.
Non avevano nemmeno tolto il cellophane che lei l'aveva già' vista e si era già' messa le mani nei capelli ed aveva iniziato a perdere la sua serafica calma.
"Ma, ma, ma c'e' una macchia, una MACCHIA ENORME sul mio divano nuovo che vi ho appena pagato fino all'ultimo penny"
"Togliete la macchia, cancellate immediatamente quella tragica macchia dal mio divanooooooo" (ndr, la macchia e' ancora li', che mi guarda beffarda)
A questo aggiungiamo i danni Bibo-relati, tipo scrivere a penna sul muro appena imbiancato e lavare via tutto il colore dal muro tentando di pulirlo (ehm questo l'ha fatto la mammainse pero'..)
Che qui con penne e pennarelli sembra la storia del fuso della bella addormentata: tu credi di averli fatti sparire TUTTI, ma in qualche angolo recondito di casa lui riuscira' sempre a trovarne uno ed a scrivere sul primo muro a portata di zampa.
Ah, poi la Bibi ha attaccato lo scotch sulla carta da parati appena messa in camera sua. Ho bisogno di specificare che tentando di staccare lo scotch abbiamo staccato anche un pezzo della carta da parati?
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Wednesday, 2 April 2014
Telefonate
Driin Driin
"Pronto salve, sono la Mammainse.
Sa la porta che e' venuto a misurare? Quella col pannello di vetro che doveva farmi avere in una decina di giorni? Sa mica dirmi quando dovrebbe essere pronta?"
"Clik" Ricevitore agganciato dall'altra parte
Plin Plon. Email dall'omino che ha agganciato il telefono:
"Let the f**** Russian make your door"
"??"
Driiin Driiin
"Pronto e' la Signora Mammainse?"
"Ehm dipende, ma facciamo finta di si, che parla?"
"Ah salve si ricorda quel bellissimo marmo viola di cui si e' follemente innamorata a prima vista e che le abbiamo messo da parte per mesi e mesi? Quello che dovremmo consegnare domani che altrimenti non potete finire i bagni?"
"Oh certo il MIO TESSORO, quando me lo portate?"
"No, questo e' il punto, non glielo portiamo più perché' ci e' caduto e si e' rotto, era l'ultimissima lastra, non lo importiamo più' dalla turchia per cui nisba, nada, non lo potrà mai più avere"
Driin Driin
"Pronto e' la signora Mammainse?"
"Forse, ma se volete soldi no, non sono io!"
"Ah no, non si preoccupi, i soldi ce li ha gia' dati tutti, solo che le mattonelle che ha comprato ed anticipatamente pagato non ci sono più!"
"Non ci sono più' nel senso che si sono smaterializzate?Suicidate?Dissolte nell'acido? Le hanno rubate tutte?"
"Ah no, quello no. C'e' stato un problema con l'ordine, tutte quelle rimaste se le e' comprate un folle ed ora sono fuori produzione e lei non le avra' mai"
Driin Driin
"Pronto e' la signora Mammainse?"
"Guardi io non volevo nemmeno rispondere ma mio figlio giocava con il telefono, ormai son qui, mi dica"
"Salve sono l'idraulico, e' sparito un bidet"
"Un bidet? Ma li ho contati, c'erano tutti"
"No, qui ci manca un bidet, l'avranno rubato"
"Rubato? un bidet? per far che? per usarlo come fioriera? per tenere le bottiglie di champagne nel ghiaccio? Ma se in inghilterra non sanno manco cosa e' un bidet?
Driin Driin
"Qui risponde la segreteria della Mammainse. La Mammainse non e' al momento raggiungibile causa internamento volontario in clinica psichiatrica a seguito di ripetuti tic, perdita di capelli ed eczema pruriginoso da stress. Per rompimenti di palle, conti da saldare, mancate consegne da ditte in fallimento, siete pregati di rivolgervi a Mr.M allo 0789……"
"Pronto salve, sono la Mammainse.
Sa la porta che e' venuto a misurare? Quella col pannello di vetro che doveva farmi avere in una decina di giorni? Sa mica dirmi quando dovrebbe essere pronta?"
"Clik" Ricevitore agganciato dall'altra parte
Plin Plon. Email dall'omino che ha agganciato il telefono:
"Let the f**** Russian make your door"
"??"
Driiin Driiin
"Pronto e' la Signora Mammainse?"
"Ehm dipende, ma facciamo finta di si, che parla?"
"Ah salve si ricorda quel bellissimo marmo viola di cui si e' follemente innamorata a prima vista e che le abbiamo messo da parte per mesi e mesi? Quello che dovremmo consegnare domani che altrimenti non potete finire i bagni?"
"Oh certo il MIO TESSORO, quando me lo portate?"
"No, questo e' il punto, non glielo portiamo più perché' ci e' caduto e si e' rotto, era l'ultimissima lastra, non lo importiamo più' dalla turchia per cui nisba, nada, non lo potrà mai più avere"
Driin Driin
"Pronto e' la signora Mammainse?"
"Forse, ma se volete soldi no, non sono io!"
"Ah no, non si preoccupi, i soldi ce li ha gia' dati tutti, solo che le mattonelle che ha comprato ed anticipatamente pagato non ci sono più!"
"Non ci sono più' nel senso che si sono smaterializzate?Suicidate?Dissolte nell'acido? Le hanno rubate tutte?"
"Ah no, quello no. C'e' stato un problema con l'ordine, tutte quelle rimaste se le e' comprate un folle ed ora sono fuori produzione e lei non le avra' mai"
Driin Driin
"Pronto e' la signora Mammainse?"
"Guardi io non volevo nemmeno rispondere ma mio figlio giocava con il telefono, ormai son qui, mi dica"
"Salve sono l'idraulico, e' sparito un bidet"
"Un bidet? Ma li ho contati, c'erano tutti"
"No, qui ci manca un bidet, l'avranno rubato"
"Rubato? un bidet? per far che? per usarlo come fioriera? per tenere le bottiglie di champagne nel ghiaccio? Ma se in inghilterra non sanno manco cosa e' un bidet?
Driin Driin
"Qui risponde la segreteria della Mammainse. La Mammainse non e' al momento raggiungibile causa internamento volontario in clinica psichiatrica a seguito di ripetuti tic, perdita di capelli ed eczema pruriginoso da stress. Per rompimenti di palle, conti da saldare, mancate consegne da ditte in fallimento, siete pregati di rivolgervi a Mr.M allo 0789……"
Thursday, 20 February 2014
The Secret
Ho scoperto che tutta quella roba semi esoterica di "The Secret" funziona alla grande. La "legge di attrazione" mi funziona come un incantesimo perfetto, solo che mancandomi il "positive thinking" quello che mi attraggo e' il solito barile di sfiga.
Giusto ieri ho deciso di riprendere in mano il povero blog abbandonato raccontandovi di come i vicini di casa mi abbiano chiamato più volte nel bel mezzo della notte perché l'allarme partiva a capocchia possibilmente fra le 3 e le 4 del mattino.
E allora stanotte il Bibo ha deciso che le 4.52 era un'orario buono come un'altro per iniziare la giornata, l'ho portato in sala per non fargli svegliare la sorella ronfatrice, e mentre al buio più' totale cercavo di riaddormentarlo e' squillato il telefono. Erano le 5.02, la vicina di casa con voce da oltretomba e con i peggio insulti legati dietro alla lingua, mi informava che l'allarme andava a tutto spiano, che il marito doveva essere in sala operatoria tutta la giornata e se avesse rifatto le tette a quella che invece doveva ritoccarsi il naso sarebbe stata tutta colpa mia!
A quel punto e' arrivata in sala anche la Bibi, con fare ciarliero e l'aria sveglissima di quella che si sarebbe volentieri fatta una partita a rubamazzo per ammazzare il tempo, che la giornata sarebbe stata lunghissima.
La mammaInSe ha deciso quindi che molla tutto.
Ha fatto le valigie e domani imbarcherà pargoli e Mr.M. sull'aereo.
Cantando "New York New York" spegnera' il telefono e lascera' i vicini in balia dei muratori e dell'allarme, che poi infondo una bella quarta tonica, distoglierà lo sguardo da qualsiasi piccola imperfezione del naso!
Per aggiornamenti sulla famigliaInSe a NY "stay tuned"
Giusto ieri ho deciso di riprendere in mano il povero blog abbandonato raccontandovi di come i vicini di casa mi abbiano chiamato più volte nel bel mezzo della notte perché l'allarme partiva a capocchia possibilmente fra le 3 e le 4 del mattino.
E allora stanotte il Bibo ha deciso che le 4.52 era un'orario buono come un'altro per iniziare la giornata, l'ho portato in sala per non fargli svegliare la sorella ronfatrice, e mentre al buio più' totale cercavo di riaddormentarlo e' squillato il telefono. Erano le 5.02, la vicina di casa con voce da oltretomba e con i peggio insulti legati dietro alla lingua, mi informava che l'allarme andava a tutto spiano, che il marito doveva essere in sala operatoria tutta la giornata e se avesse rifatto le tette a quella che invece doveva ritoccarsi il naso sarebbe stata tutta colpa mia!
A quel punto e' arrivata in sala anche la Bibi, con fare ciarliero e l'aria sveglissima di quella che si sarebbe volentieri fatta una partita a rubamazzo per ammazzare il tempo, che la giornata sarebbe stata lunghissima.
La mammaInSe ha deciso quindi che molla tutto.
Ha fatto le valigie e domani imbarcherà pargoli e Mr.M. sull'aereo.
Cantando "New York New York" spegnera' il telefono e lascera' i vicini in balia dei muratori e dell'allarme, che poi infondo una bella quarta tonica, distoglierà lo sguardo da qualsiasi piccola imperfezione del naso!
Per aggiornamenti sulla famigliaInSe a NY "stay tuned"
Wednesday, 19 February 2014
L'Ansia da Pacco
Mi sento la madre indegna di un povero blog abbandonato, lui che non ha mai fatto nulla di male, che e' sempre stato fedele compagno delle avventure di mammainse e compagnia.
Mi aggiro in punta di piedi fra vecchi post come se stessi spiando di nascosto la casa di qualcun'altro.
Ho passato gli ultimi mesi in apnea, immersa nella vita di mamma che non dorme (o almeno sempre MOOOOLTO meno di quanto avrebbe bisogno), che trascina bambini recalcitranti da un impegno all'altro e che nel "tempo libero" segue i lavori di una casa a cui verra' presto infissa la targa "villa Penelope" che ogni lavoro va fatto, disfatto, rifatto, possibilmente ripagato e rifatto un'altra volta.
L'ormai odiata dimora ci ha creato qualsiasi problema, gettando la famiglia INSE in un inferno edilizio a cui Dante si e' dimenticato di assegnare un girone, ma potendo farlo io lo metterei direttamente nel sedere di Lucifero, altro che ombelico!
Ormai sogno muratori, imbianchini, elettricisti ed idraulici che mi inseguono urlando "Devo farti una domanda, hai 5 minuti, potresti correre immediatamente alla casa nuova, questo non si può fare, questo non si può fare, questo non si può fare…."
E' successo tutto cio' che poteva succedere: sono entrati i ladri che hanno rovesciato una tanica di 300Litri giù dalle scale, hanno rubato la tanica, hanno allagato la casa, ma hanno lasciato i televisori al plasma.
A questo e' seguito una specie di episodio CSI in cui la polizia ha mandato la squadra di investigazione (si, per una tanica da 100euro), che di domenica sera alle 8 ha preso, davanti agli occhi stupefatti ed eccitatissimi della mammaInSe, impronte digitali con polverine e pennellini, ha trovato una traccia di sangue, ha rilevato il DNA ed un mese dopo ha arrestato il manigoldo. E si, avete capito bene, aveva rubato una tanica di metallo del valore di forse 100euro!
A parte questo spiraglio di vita d'azione, la mammaInSe ha avuto a che fare con finestre rigate, lavandini rovinati, caloriferi spaccati, bidet persi fra le consegne (ma mi viene il dubbio che l'abbiano usato come vaso per i fiori che qui non hanno proprio un'idea precisa di cosa sia il bidet), camini montati alla rovescia, tanto da causarle una sorta di ansia da pacco: ogni volta che arriva una consegna la mammaInSe viene presa da ansia terribile, palpitazioni, occhio che batte da stress, respiro accelerato, disturbi del sonno (pare l'unica cosa invariata rimanga sempre e solo l'appetito). Ormai anche se mi arriva un libro da Amazon corro isterica a controllare che la copertina non c'abbia le orecchie.
Per dare l'ultima botta all'equilibrio instabile della mammaInSe, l'allarme della casa nuova ha deciso di andare in palla totale, giusto intorno a capodanno.
Per una settimana di fila, a diverse ore della notte, la mammaInSe e' stata svegliata da telefonate leggermente alterate dei vicini della casa nuova che le chiedevano se gentilmente poteva alzare il sedere dal letto, infilarsi in macchina ed andare a spegnere l'allarme. Questo chiaramente quando fuori impazzava la bufera!
Ora, per la cronaca abbiamo venduto la casa dove attualmente viviamo. Se Bob the Builder e tutta l'allegra brigata non finiscono "Maison Penelope" entro 2 mesi, noi rimarremo ufficialmente senza tetto.
Qualcuno si offre per adottare la famigliaInSe? Siamo simpatici, particolarmente rumorosi ma sporchiamo pochissimo!
Foto liberamente tratte dal "PIETOSO STATO ATTUALE DELLA CASAINSE"
Mi aggiro in punta di piedi fra vecchi post come se stessi spiando di nascosto la casa di qualcun'altro.
Ho passato gli ultimi mesi in apnea, immersa nella vita di mamma che non dorme (o almeno sempre MOOOOLTO meno di quanto avrebbe bisogno), che trascina bambini recalcitranti da un impegno all'altro e che nel "tempo libero" segue i lavori di una casa a cui verra' presto infissa la targa "villa Penelope" che ogni lavoro va fatto, disfatto, rifatto, possibilmente ripagato e rifatto un'altra volta.
L'ormai odiata dimora ci ha creato qualsiasi problema, gettando la famiglia INSE in un inferno edilizio a cui Dante si e' dimenticato di assegnare un girone, ma potendo farlo io lo metterei direttamente nel sedere di Lucifero, altro che ombelico!
Ormai sogno muratori, imbianchini, elettricisti ed idraulici che mi inseguono urlando "Devo farti una domanda, hai 5 minuti, potresti correre immediatamente alla casa nuova, questo non si può fare, questo non si può fare, questo non si può fare…."
E' successo tutto cio' che poteva succedere: sono entrati i ladri che hanno rovesciato una tanica di 300Litri giù dalle scale, hanno rubato la tanica, hanno allagato la casa, ma hanno lasciato i televisori al plasma.
A questo e' seguito una specie di episodio CSI in cui la polizia ha mandato la squadra di investigazione (si, per una tanica da 100euro), che di domenica sera alle 8 ha preso, davanti agli occhi stupefatti ed eccitatissimi della mammaInSe, impronte digitali con polverine e pennellini, ha trovato una traccia di sangue, ha rilevato il DNA ed un mese dopo ha arrestato il manigoldo. E si, avete capito bene, aveva rubato una tanica di metallo del valore di forse 100euro!
A parte questo spiraglio di vita d'azione, la mammaInSe ha avuto a che fare con finestre rigate, lavandini rovinati, caloriferi spaccati, bidet persi fra le consegne (ma mi viene il dubbio che l'abbiano usato come vaso per i fiori che qui non hanno proprio un'idea precisa di cosa sia il bidet), camini montati alla rovescia, tanto da causarle una sorta di ansia da pacco: ogni volta che arriva una consegna la mammaInSe viene presa da ansia terribile, palpitazioni, occhio che batte da stress, respiro accelerato, disturbi del sonno (pare l'unica cosa invariata rimanga sempre e solo l'appetito). Ormai anche se mi arriva un libro da Amazon corro isterica a controllare che la copertina non c'abbia le orecchie.
Per dare l'ultima botta all'equilibrio instabile della mammaInSe, l'allarme della casa nuova ha deciso di andare in palla totale, giusto intorno a capodanno.
Per una settimana di fila, a diverse ore della notte, la mammaInSe e' stata svegliata da telefonate leggermente alterate dei vicini della casa nuova che le chiedevano se gentilmente poteva alzare il sedere dal letto, infilarsi in macchina ed andare a spegnere l'allarme. Questo chiaramente quando fuori impazzava la bufera!
Ora, per la cronaca abbiamo venduto la casa dove attualmente viviamo. Se Bob the Builder e tutta l'allegra brigata non finiscono "Maison Penelope" entro 2 mesi, noi rimarremo ufficialmente senza tetto.
Qualcuno si offre per adottare la famigliaInSe? Siamo simpatici, particolarmente rumorosi ma sporchiamo pochissimo!
Foto liberamente tratte dal "PIETOSO STATO ATTUALE DELLA CASAINSE"
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