Friday, 15 May 2015

E' cotto

I figli so piezz'e core, gioie e dolori, affetti ed affanni.
 Inenarrabili i dolori delle madri dei maschi, che, dopo anni di totale predominio nella sfera sentimentale dei loro bambini, vedono lo scettro deposto dalla prima Fifi' di passaggio.
"Bibo la maestra mi ha detto che c'hai la fidanzata. Come osi farmi questo che non c'hai nemmeno 3 anni?"
"Zi mamma, z'ho l'amica plefelita"
"E come si chiama quest'amicA"
"Zi chiama Molly" (occhio a cuore, sguardo perso)
"E come ha i capelli Molly? Ha i capelli biondi?"
"No no"
"Allora ha i capelli neri?"
Sospiro, occhio a cuore, sguardo all'orizzonte
"Mammina, Molli z'ha i capelli beeeelli"
E' cotto, proprio cotto.

Wednesday, 13 May 2015

Piccolo e Carino

E' stata una di quelle giornate che iniziano con entusiasmo ed energia, si intramezzano con un paio di capricci e l'occhio disperato del "ma chi me l'ha fatto fare", ma finiscono solitamente con una stanchezza totale ma serena, gambe molli ma rilassate.
E' cosi' che la mammaInSe ha visto due occhioni annoiati che la imploravano di inventarsi qualche intrattenimento eccezionale per la giornata e, conscia del fatto che con quello piccolo non ha mai fatto troppi sforzi perche' era sempre troppo impegnata ad arrivare alla fine della giornata con la testa ancora attaccata al collo, ha deciso:
"Ma si Bibo, prendiamoci il treno e la metropolitana, immergiamoci in un bagno di folla cittadino ed andiamo a vederci i dinosauri al museo di storia naturale".
E cosi quello piccolo ha infilato la merenda nello zainetto rosa delle principesse, ha porto la manina speranzosa alla mamma, ed e' partito all'avventura, concentrato e consapevole.

Sulla via si e' dimostrato un compagno di viaggio mielose e bacioso, esternando sentimenti, baci e abbracci, senza pudore in mezzo alla folla:
" Mammina ti vollio tanto."
"Mi vuoi tanto cosa piccolo orsetto del cuore appiccicoso?"
"Ti vollio tanto e basta" Mentre con fare approccioso appoggiava la guancia sulla mano della mammaInSe.

La mammaInSe e quellopiccolo hanno scoperto un meraviglioso tendone nel giardino nel Natural History Museum, con centinaia di farfalle che svolazzano di fiore in fiore e di bambino in bambino. Ed anche quellopiccolo si e' ammutolito per 10 miracolosi minuti.
Hanno poi visto i dinosauri, compreso un Tirannosaurus Rex, a dimensioni reali, che si muove ed emette grugniti terrificanti ed ha causato una crisi di pianto isterico del Bibo, ed anche un po' della mammaInSe.
"Ma Bibo era finto, era come un giocattolone spaventoso ma fintissimo"
"Ma io lo sapevo mamma, fazevo solo un po' finta"
"Allora vuoi tornare indietro a vederlo"
"NUooooooo, vollio andale a casa"

Hanno poi visto balene, giraffe, ippopotami, moffette, cavalli, zebre, pitoni e fringuelli. Donnole, orsi bianchi, bruni e grizzly (Mammina gualda, c'e' olso, ma dove e' Masha????), secuoie giganti, gufi e falchi. Hanno scoperto i nomi in inglese di animali che non sapevano neppure esistessero. Hanno anche scoperto che la CHEETAH non e' un tipo di scimmia, come distrattamente credeva quell'ignorante della mammaInSe, ma e' nientemeno che il ghepardo.
Hanno mangiato flapjacks, gelati e caramelle.
Si sono seduti sulla grande scalinata del museo ed hanno chiacchierato, come due compagni di viaggio, a proprio agio nella reciproca compagnia. Hanno chiacchierato per davvero, guardandosi negli occhi ed ascoltando ogni parola, come accade di raro, che di solito le parole si confondono al sottofondo della televisione, o della lavastoviglie o al tintinnio dei piatti che vengono messi sul tavolo.

All'uscita dal museo il Bibo si e' pure riappacificato con i dinosauri. Ne ha trovato uno, di peluche, minuscolo:
" Mammina gualda, questo e' piccolo e molbidino molbidino. Questo qui si' che e' calino"
E del resto come dargli torto?

Thursday, 7 May 2015

Shellshocked - giornate rumorose

I figli, si sa, arrivano con un corredino di shocks di diversa natura da imporre ai genitori.
C'e' lo shock da mancanza di sonno, da mancanza di intimità, da eccesso di capricci, da preoccupazione costante, lo shock della sveglia all'alba domenicale, della colazione lanciata sul muro senza parlare della prima volta che ti trafiggi la pianta del piede con un mattoncino dei lego.
Ma quello che la mammaInSe patisce al di sopra di ogni altra tortura e' lo shock da decibel spaccacranio e rumore costante. Voi prendete una donnina, figlia-unica-nipote-unica, piuttosto taciturna, piuttosto silenziosa, che ascolta la televisione al minimo e la radio anche un po' di meno. Ecco, a suddetta donnina, date due bambini incapaci di stare zitti, pure mentre masticano, soprattutto mentre masticano! Parlano anche mentre leccano il gelato, ma come fanno?
I bibi parlano, chiacchierano in continuazione, sono estremamente opinionati e combattono i diversi punti di vista fino all'ultima corda vocale. Se non parlano cantano, se non cantano, urlano. Se non cantano, non parlano, non urlano, allora probabilmente dormono. Ma non crediate che questo li fermi perché i bibi parlano pure nel sonno, e se non parlano, russano!
I bibi pronunciano la parola mamma a frequenze ultrasoniche, si danno il cambio, si sovrappongono, ma non smettono MAI.

Avete presente quei film di guerra in cui c'e' un casino infinito, urla, mitragliatrici, pistole, aerei. poi all'improvviso cade una granata vicino al protagonista ormai allo stremo delle forze. E poi più nulla. Tutto scorre uguale a prima intorno al nostro eroe, ma lui non sente più nulla se non un lontano ronzio. Qui si dice shellshocked. 
Ecco, la mammaInSe, quando spegne la luce per andare a dormire, e' shellshocked.

Wednesday, 14 January 2015

Bianco


Bianco. Cosi bianco che non potevo distinguere il soffitto dalle pareti del lungo corridoio, così bianco che sembrava estendersi all'infinito sopra la mia testa, così bianco che solo la lunga camiciola da notte appiccicata al ventre e perle di sudore sulla fronte mi facevano intuire il fitto vapore che mi avvolgeva. Come se qualcuno avesse lasciato una doccia d'acqua bollente aperta per ore.
E poi, si, eccolo! Il rumore dell'acqua che scrosciava dallo scarico; unico rumore in una nebbia bianca.
Il cigolio di una porta, qualcuno dietro di me che lascia passi umidi sull'ebano del pavimento (splish splash), e dentro, nello stomaco, un gorgoglio mi dice che quei passi, lenti e ritmati, cercano me.
Il bagno, bianco, avvolto dalla fitta nebbia di una doccia lasciata aperta per nessuno. Mi avvicino per girare la manopola e frenare quello scroscio fumoso, ma con la coda dell'occhio colgo un movimento al mio fianco. La camicia da notte zuppa di acqua e di sudore mi si attorciglia alle gambe, i laccetti del corpetto pizzato mi solleticano il petto e le braccia. 
E' solo lo specchio, il movimento del mio riflesso, ma il vapore ha appannato lo specchio, spezzando l'immagine.
Vedo le braccia, immobili lungo i fianchi, il petto che si alza e si abbassa a ritmo forsennato seguendo i miei respiri, il collo lungo, bianco, rigido, e poi nulla. La testa persa fra le gocce di vapore. 
Allungo la mano per pulire lo specchio; vedo la mia mano alzarsi, avvicinarsi, sdoppiarsi, sfregare lo specchio, ma il mio volto rimane avvolto in una nube bianca, bianca come i muri alle mie spalle, così bianca che il collo sembra finire con uno spacco improvviso, impaurito, senza testa a comandarlo.
I passi molli si avvicinano, lenti, cadenzati, splish, splash. Una nenia familiare, sussurrata all'infinito, splish, splash. Vedo un piede, nudo e bianco, raggiungere la soglia del bagno, la camicia da notte bianca, avvolta alle gambe, un'unica perla di sangue, scivolata dalla mano ferita che si aggrappa allo stipite.
Guardo inorridita la cicatrice sulla mia mano, la verità da cui non si può più scappare.  E' tardi. Conosco il volto che sta per comparire da quella porta. Gli scarti di una vita che avevo ucciso e seppellito, il marcio che avevo rinchiuso e dimenticato. Un fremito di terrore mentre guardo agonizzante il mio volto, pallido e malvagio, varcare la soglia del bagno. Splish splash.

Poi ti svegli e sono le 5 del mattino. Alla sola idea di richiudere gli occhi ti si arricciano i peli sul collo e c'hai una fifa blu che lo sai che appena ti riaddormenti quella la' con lo sguardo truce e la tua faccia attaccata al collo, torna a finire il lavoro! Ti scappa una pipi' bestiale, che dopo il secondo figlio non e' che te la puoi tenere all'infinito, ma piuttosto che alzarti e andare in bagno, te la fai anche addosso! Meglio la vergogna che vedersi riflessa nello specchio senza testa!
Maledicendo le decine di libri dell'orrore che ti sei divorata dagli 11 anni in poi, ti riprometti che ai tuoi figli solo Susanna Tamaro e Rosamund Pilcher!
O forse no...

Thursday, 1 January 2015

La Verita' in un Carrello

Le vacanze della famigliainse, iniziate con una partenza intelligente alle 4 del mattino del 24 i cui postumi sono stati smaltiti a Santo Stefano, procedono grasse e felici. 
I Bibis scorrazzano felici in totale regime anarchico autogestito, in cui decidono autonomamente quando andare a letto, quando svegliarsi, quando mangiare e come vestirsi, con risultati atroci ed imprevisti tipo un "pisolino" di quello piccolo dalle 9 alle 11 di sera con conseguente cena alle 11.30.

Il Capodanno ha visto famigliainse ed amici organizzare un cenone ipercalorico che avrebbe potuto sfamare meta' della ValdiChiana. Da buona tradizione e'stato  organizzato lo squadrone punitivo da spesona per il cenone. Alle 4 del pomeriggio del 31. Impavidi e coraggiosi abbiamo fatto a spallate per l'ultimo cotechino precotto. In un'ora, intensa e senza tregua alcuna, abbiamo riempito un carrello di carboidrati, proteine, vegetali e ci siamo pure ricordati la frutta, che non vorrai mica far mangiare solo porcate ai bambini!
 In extremis abbiamo lanciato nel carrello pure due bottiglie di prosecco per il brindisi. Fieri e sudati ci siamo avviati verso la via crucis della coda alle casse dell'ipercoop, ammirando i cespi di insalata, le bistecche, le lenticchie e pure qualche mela che riempivano il nostro glorioso carello. Ah si, pure le 2 bottiglie di prosecco.

E' stato un attimo, uno sguardo al carrello dei ragazzetti alla cassa vicino alla nostra. Coca, rhum, rhum, coca, gin, sprite, rhum, coca, vodka, rhum, 5kg di pennette rigate, un sugo pronto, patatine, rhum, coca, birra, birra, birra.

La sciabolata della mezza eta' e' arrivata cosi', fra capo e collo nello spazio di un carrello della spesa!
Non ci e' rimasto altro da fare che estrarre la tessera soci-coop, i sacchetti di yuta riciclabili, e dileguarci nella folla.

Wednesday, 10 December 2014

The Wedding Game

-Ciao Bibi, ciao Bibo, come e' andata oggi a scuola?

-Oh bene, benissimo, abbiamo fatto il Christmas Lunch

-E certo, mi pare chiaro. Se la recita di Natale l'avete fatta a Novembre mi sembra il minimo che vi propinino il pranzo di Natale il 10 Dicembre. Magari prima della fine della scuola vi fanno fare anche un paio di fuochi d'artificio di Capodanno. E cosa avreste mangiato per il Christmas lunch?

-Uhh era tutto buonissimo. Abbiamo mangiato salsicce, macaroni e broccoli.

-Ah che fortunelli, il broccolo poi mi sembra proprio adatto. Era bollito e senza sale vero amore mio?

-Mh si e li ho mangiati tutti

-E poi mi spiegherai perche' qualsiasi porcheria ti infilino nel piatto a scuola la mandi giu' che sembra un bignè e a casa fai la schizzinosa sulle lasagne. Ma poi sti macaroni alias maccheroni come ve li hanno fatti col sugo, col formaggio, con la besciamella?

- Ma no mamma, ce li hanno dati con le salsicce.

-Ah perfetto, un bel contorno di pasta scondita e brocoli bolliti. Che meraviglioso pranzo Natalizio. E dopo queste prelibatezze cosa avete fatto?

-Abbiamo giocato al Wedding Game e io ero la moglie ed ero sposata a Charlie Brown (nome d'arte ma non molto lontano dalla verita' ndr)

-E poi dopo che vi siete sposati cosa avete fatto?

-Avevamo due figli, uno piccolo e uno grande e ne portavamo uno a scuola e uno all'asilo, poi noi andavamo al lavoro ma il lavoro era chiuso e allora tornavamo a scuola a riprendere i bambini perché non era giusto che loro stessero a scuola quando noi non eravamo al lavoro.

-Che animi gentili, sappi che la tua mamma ed il tuo babbo non faranno mai nulla del genere ma trovo delizioso che a 5 anni abbiate cuori tanto nobili da immaginare che mamma e babbo desiderino passare con voi ogni singolo secondo libero della loro esistenza. E poi quando avete finito il Wedding Game cosa avete fatto?

-Abbiamo giocato al gioco della prigione.

-E cosa fate quando giocate al gioco della prigione?

-I maschi inseguono le femmine per metterle in prigione. Poi le prendono e le mettono in prigione.

-Mh forse dovrei dire due paroline alla maestra, comunque, cosa succede dopo che i maschi mettono le femmine in prigione?

-Le sposano

-Benissimo Bibi, al prossimo che mi dice che il femminicidio e' tutta un'invenzione delle femministe sessantottine mi potresti ricordare di spiegargli il gioco della prigione?

-Bibo e tu all'asilo ti sei divertito? Cosa hai fatto?

-La cacca

Quanta tragica verita' nelle giornate dei miei figli!

Monday, 24 November 2014

La Secchiona

"Mamma ho bisogno di un quaderno"
"Certo bambina mia, sia mai che la tua mamma ti nega un quaderno. E cosa ci vuoi fare con il quaderno"
"Eh mamma c'ho tanto lavoro da fare per la scuola"
"??"
"Devo scrivere le parole, i numeri, tutte le lettere, c'ho proprio da fare"
"Amore mio, non hai nemmeno 5 anni. Tutto cio' e' lodevole ma non e' che ti va di andare al parco o di giocare con i pentolini, o magari un po' di TV???"
"No mamma, adesso ti siedi qui con me e mi dici come si scrive:" Dear Father Christmas I want a pink bike""
"Ah ok, adesso si spiega tutto"

La Bibi sta tirando fuori una personalità precisina e puntigliosa. Le piace essere brava, fare le cose nel modo giusto, essere lodata e premiata. Ha un po' quest'ansia da prima della classe che mi fa sorridere, inorgoglire e preoccupare, che di ansie nella vita non c'e' penuria e magari sarebbe bene farsele venire un po' più' in la....

Ascolta la maestra, segue le regole e si concentra.
Ce la mette proprio tutta e decodificare quelle strane lettere per formare le parole. Sputa suoni e regole nell'arditissimo compito di imparare una lingua la cui regola principale e' che non ci sono regole.
Vedo quel cervellino che si impegna e cerca di capire perché la stessa lettera può avere molti suoni diversi o, al contrario, perché lo stesso suono si può scrivere con combinazioni di lettere diverse.
Mi fa vedere il suo quadernino nuovo nuovo dove ha scritto "luic" per dire "like" e "naw" per dire "now", e dopo tutta la fatica e l'impegno,  mi piange il cuore a doverle dire che e' sbagliato e si scrive in un altro modo. E quindi non glielo dico!!! Lascerò che sia la maestra a spiegarle che l'unico modo per imparare a scrivere correttamente in inglese e' di impararsi a memoria meta' del vocabolario!

Ecco, tieni maestra, a te la gatta da pelare, e magari poi ti chiedo due ripetizioni pure io che da quando, al ricevimento dei genitori, mi hai spiegato che "book" si legge "bok" e non "buk" come lo pronunciavo io povera tapina, mi sono crollate certezze semantiche e fonetiche!
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