Monday, 19 November 2012

Conciliare Famiglia e Lavoro?

Uh come scotta. Fa male solo a parlarne, eppure se non se ne parla e non si fa brainstorming tutte insieme, e' impossibile trovare una soluzione.
La conciliazione fra donne a lavoro e' un tema che scotta, e' una rete in cui tutte rimaniamo impigliate e da cui nessuno e' in grado di liberarci.
Ci trasformiamo in acrobate, con tabelle di marcia rigorosissime; buttiamo in macchina bambini assonnati e ci tuffiamo senza paura in mezzo al traffico piu' terribile per raggiungere asili/nonni/babysitters, pacheggiare, timbrare il cartellino, sedersi alla scrivania, lavorare....
Tutto piu' o meno sembra funzionare fino a quando non arriva l'imprevisto.
Perche' diciamocelo, prima o poi l'imprevisto arriva, e magari piu' di uno, e magari nella stessa settimana in cui avevamo quel meeting importantissimo, o in cui la nostra collega non c'e' e noi non possiamo proprio mancare.

Potrebbe essere un bimbo ammalato, la babysitter con il gomito che le fa contatto con il piede o la nonna che e' rimasta chiusa in ascensore e no, il bimbo oggi proprio non ce lo puo' tenere.
Senza parlare di vacanze estive, invernali, pasquali, tutte situazioni di estrema gioia per un bambino, e di stress indicibile per la mamma lavoratrice.

In questi casi se esistesse un "asilo aziendale", la vita di tante mamme e di tanti bimbi potrebbe migliorare notevolmente.
Sono realta' che ho visto funzionare qui in Inghilterra e che ho provato con mano.
L'asilo e'  a disposizione delle famiglie gratuitamente per un numero limitato di giorni all'anno, in modo da coprire le emergenze. In caso di necessita' straordinarie (che ne so', la babysitter e' fuggita in Brasile a ballare la Samba) e' possibile prenotare per periodi piu' lunghi, pagando una tariffa concordata.
OK, questo e' chiedere molto, ma a volte si potrebbe risolvere con molto meno: ad esempio rendere disponibili spazi all'interno dell'azienda dove i bambini possano essere accuditi da una babysitter pagata in comune da piu' mamme. I costi verrebbero ridotti, senza contare gli spostamenti funamboleschi in una citta' piegata a costante traffico. Una soluzione di questo genere potrebbe risolvere le ore del doposcuola, o parte delle vacanze estive.
Ci vuole organizzazione da parte dell'azienda in questione, certo! Ci vogliono anche investimenti! Soprattutto pero' e' necessaria la volonta' di andare incontro alle persone, tenendo conto che la famiglia e' la base del nostro tessuto sociale ed andrebbe difesa, non continuamente penalizzata!

Questo post partecipa al BlogTank di Donna Moderna Bambino.
Qui il post originale

11 comments:

  1. Spazi comuni per le mamme e un asilo per la gestione delle urgenze mi sembrano un ottima idea. concordo di certo è una questione di investimenti ma soprattutto di mentalità.

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    1. Chissa perche' al solo proporre certe cose ti scontri con muri di scetticismo...eppure la fuori in un'europa non troppo lontana sono realta!!!!

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  2. temo che, almeno in Italia, l'asilo aziendale sia appannaggio di aziende illuminate.

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    1. E' un peccato non rendersi conto di cosa verente aiuterebbe una donna con famiglia. Purtroppo c'e' ancora molto sessismo sul lavoro: se riesci ad adattarti a quello che fa il collega uomo bene, altrimenti a casa

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  3. Che bello questo blog!!! Piacere di conoscerti sono MammaPiky!!!

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  4. concordo in pieno su questo argomento.Nella mia azienda era venuto fuori come tema e come necessità da parte delle donne.La cosa assurda fu che le MANAGER in carriera guardarono storto le mamme\dipendenti che chiedevano una cosa del genere...assurdo pensai!!e la mia sarebbe una società multinazionale!!alla faccia...

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    1. Purtroppo noi donne non siamo brave a facilitarci la vita l'una con le altre...a volte riusciamo a fare squadra e siamo fortissime, a volte siamo solo capaci a darci gli spintoni!!

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  5. Proprio oggi leggevo su D.repubblica che la soluzione ottimale per i figli è quella di avere una madre che lavora part-time. Il giusto equilibrio tra essere casalinghe, e mamme in carriera. A pensarci bene è davvero la soluzione migliore. Dosa senso di indipendenza e presenza. I legislatori dovrebbero tutelare queste forme di lavoro. Ma purtroppo in Italia non è facile trovare lavori che non siano full-time.
    Raffaella

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    1. Hai ragione andrebbe fortente incentivato. Conosco qui molte donne che lavorano 2 o 3 giorni alla settimana. Una societa' in cui il concetto di famiglia allargata non funziona e dove i nonni sono spesso lontani o assenti, si e' dovuta trovare delle soluzioni diverse!!!

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  6. Argomento pesantissimo, troppi vincoli in Italia sia per i lavoratori sia per le aziende, troppa concorrenza per ogni singolo posto di lavoro ... vorrei davvero poter ridurre il mio full time per stare più vicina a mio figlio ma l'opzione è andarmene, basta. Per un paio d'anni ero riuscita ad avere un orario di 7 ore, non era una gran riduzione ma aiutava e l'azienda risparmiava pur avendo in pratica lo stesso livello di lavoro. Ma ora niente e questa chiusura proprio non la comprendo ...

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