Tuesday, 16 April 2013

Il Progetto "Everyday Sexism"

Un anno fa, Laura Bates, ha dato vita ad un progetto che ha chiamato "Everyday Sexism".
Laura Bates ha aperto una pagina su internet per invitare donne di ogni eta', provenienza ed estrazione sociale, a condividere episodi in cui sono state messe in difficolta' perche' donne, sono state insultate, sono state trattate in modo osceno, sono state fatte sentire inferiori o sono state semplicemente messe a tacere.

Il progetto e' nato senza fondi, senza pubblicita' e con scarsissima visibilita'.
Laura voleva solo provare a raccogliere un centinaio di storie per dimostrare che la discriminazione di genere esiste ancora e che vale la pena parlarne, e parlarne ancora, per fare in modo che qualcosa cambi e che le nostre figlie non ne debbano essere vittime.
Dopo un anno, il sito di Laura ha raccolto piu' di 25.000 storie di donne che sentivano la necessita' di condividere la loro esperienza, forse per sentirsi meno sole, per sentirsi parte di una comunita' o semplicemente per il puro bisogno di sfogarsi o forse di trovare una soluzione.

E' da tempo che seguo Laura sul suo sito
http://www.everydaysexism.com
e attraverso i twitt su @EverydaySexism

Oggi Laura ha raccontato la storia del suo progetto qui al "The Guardian", ed a un anno dal lancio del sito ha deciso di rendere questo progetto internazionale.

Mi ha contattata e contagiata con tutto il suo entusiasmo quando ha deciso di inaugurare la sezione in italiano del sito.
Potete trovare il link cliccando qui.

Vogliamo tapparci gli occhi e far finta che non ce ne sia bisogno?
L'Italia e' il paese del machismo dove un Berlusconi qualunque si puo' permettere siparietti come questo qui ai danni dell'impiegata di GreenPower. Ed e' solo uno fra mille.
Ne aveva gia' parlato Chiara di Ma Che Davvero, che raccoglie le sue riflessioni su italiani e "sexual harassment".
A voi non e' mai capitato di essere giudicate, additate e prese di mira solo perche' donne?

A volte sono episodi stupidi e banali, ai quali siamo talmente abituate da non farci piu' caso.

Al primo anno di universita' di Ingegneria Meccanica, commisi l'errore di indossare un paio di pantaloni corti durante l'orale di chimica. Presi 30. I commenti furono "facile prendere 30 mostrando le gambe".
Per tutti i 29 esami successivi mi presentai con pantaloni lunghi e vestiti al ginocchio.
Mi laureai con 110 e lode indossando un bel paio di pantaloni.

A volte invece sono episodi che ci mettono a rischio e ci fanno sentire vulnerabili.

Avevo 13 o 14 anni, ero in anticipo alla mia lezione di pianoforte e decisi di andare a fare due passi in corso Italia, per vedere il tramonto sul mare. Ero sola.
Sull'autobus un tipo di mezza eta' inizio' a fissarmi. Pazienza, capita.
Scesi dall'autobus, mi diressi alla passeggiata mare. Era Gennaio e con quel gran vento di tramontana, vicino al mare, non c'era nessuno.
Mi sedetti su una panchina e mi accorsi che il tipo dell'autobus era li', mi aveva seguita e continuava a fissarmi.
Mi alzai in fretta e furia e me ne andai, sapendo di averlo ancora dietro, ancora li' che mi seguiva.
E poi svani' nel nulla.
Il giorno dopo presi lo stesso autobus, alla stessa ora, per un'altra lezione di pianoforte.
Lo trovai li' ad aspettarmi alla fermata, ancora a fissarmi, e di nuovo inizio' a seguirmi per poi svanire.

Non dissi nulla, in fondo non mi aveva fatto niente no? Mi dava i brividi ma non mi aveva fatto niente no?
Dalla settimana successiva semplicemente cambiai autobus per andare alla mia lezione di pianoforte e per moltissimo tempo non andai piu' da sola ad ammirare il sole tramontare dietro al mare.

Se avete storie da raccontare e condividere, seguite Laura e la sua iniziativa.
Se pensate che possa essere utile, fate conoscere questo progetto, divulgate l'idea di una donna che sta cercando di fare qualcosa per altre donne.



2 comments:

  1. un paio di anni fa una mia cara amica mi ha raccontato, per la prima volta in una decina di anni, di aver subito una violenza sessuale mentre tornava a casa da scuola alle medie. Questa cosa mi ha raggelato, ma mi ha fatto capire molte cose delle sue (per me inspiegabili fino a quel momento) ansie e insicurezze da adulta. Un abuso o "semplici" molestie lasciano tracce profondissime, non c'è bisogno che lo dica io, ma quando una che conosci ci è passata te ne rendi conto con molta più consapevolezza. Credo che parlarne sia la cosa migliore, e questa iniziativa è molto bella.

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    1. Purtroppo ci sono tantissime storie così, piu' o meno gravi ma che hanno segnato migliaia di ragazze che poi sono diventate donne con un bagaglio troppo pesante da portarsi dietro.
      Spero questo progetto possa portare qualcosa di buono! Se non altro la consapevolezza di un problema che non dovrebbe esistere!

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